Oltre 100 positivi in più in soli sei giorni. Non si arresta l’impennata dei positivi al Covid a Canicattì, siamo a 281. I decessi  sono 32 e la città dell’Uva Italia ha il triste primato in provincia sia per positivi che per vittime del covid.

Sembra che il 50% dei canicattinesi sia restia al vaccino e questo in qualche modo giustifica i numeri allarmanti che vive la comunità.


I motivi dell’impennarsi dei positivi sono da addebitare alle molteplici occasioni che la stagione estiva offre per incontrarsi e quindi fare assembramento. Le tantissime cerimonie, matrimoni, comunioni , battesimi che si sono accumulati dall’anno precedente e realizzate durante questa estate,  hanno favorito il proliferare del virus. Ma anche le serate fuori con gli amici, le tante cene in compagnia. Cercare il colpevole all’impennarsi dei contagi è come cercare un uccello un mezzo ad uno stormo.

Ho sempre sostenuto che le  determinazioni da prendere da parte delle istituzioni sono di natura diversa e contrastate. Vi è una decisioni che intacca l’aspetto economico, la chiusura mette in ginocchio attività già provate dal lungo periodo di chiusura dello scorso anno. Vi è l’aspetto sanitario, con la massiccia presenza di persone che non vogliono vaccinarsi adducendo i più svariati motivi , vi è l’aspetto sociologico, l’isolamento inizia a pesarci e lo stato di cattività a cui siamo stati costretti per lungo tempo ha trovato sfogo durante la stagione estiva. Prendere delle decisioni e dare indicazioni anche coercitive, implica determinazione e autorevolezza.

Un dato è certo : se si continua così si ritorna alla chiusura forzata. Forse bisognerebbe rinforzare la debolissima campagna di comunicazione, iniziare a parlare al cuore della gente, farlo quotidianamente con  forza e veemenza non risparmiandosi. Forse è finito il momento di sottovalutare l’ascesa dei numeri …. Ci rivediamo sui balconi, magari cantando il pezzo dei Righera,  “l’estate sta finendo……”