Questi ultimi anni sono stati decisamente poveri di soddisfazioni per gli appassionati di calcio siciliani. La mancanza di squadre isolane in Serie A inizia a farsi sentire e i calciatori originari della Sicilia nel massimo campionato sono sempre meno. Ma per fortuna c’è qualcuno che sta tenendo alta la bandiera di questa meravigliosa terra: l’agrigentino di adozione Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina protagonista di questa prima parte di stagione. Ma dove possono arrivare i Viola? E a cosa può aspirare quello che viene considerato uno degli allenatori emergenti dal pallone italiano?
Partiamo dai numeri. La Fiorentina è stata protagonista di un avvio decisamente incoraggiante, tanto che oggi i pronostici di Oddschecker inseriscono tra le squadre che potrebbero giocarsi la qualificazione alle coppe europee fino al termine della stagione. Un passo avanti sorprendente se pensiamo che negli ultimi due campionati i toscani hanno faticato addirittura a rimanere in Serie A.
In questa trasformazione c’è moltissimo del Vincenzo Italiano allenatore. Reduce dalle straordinarie stagioni alla guida dello Spezia, portato a una storica promozione nel massimo campionato e a una salvezza insperata, l’agrigentino è all’esperienza più importante in carriera e si sta giocando benissimo le sue chance. Il suo primo merito è stato quello di ridare fiducia a un gruppo che pareva davvero scoraggiato e senza carattere.
Fin dal suo arrivo, il tecnico ha cercato di lavorare sulla testa dei suoi giocatori, infondendo a ognuno di loro la convinzione di essere funzionale al progetto. Quello che si avverte è infatti un gruppo unito che lavora e pensa come una squadra. Il secondo grande lavoro è stato fatto a livello di campo. La Fiorentina non è più la squadra timida degli ultimi tempi. È un collettivo che mira sempre a imporre il suo gioco, a segnare un gol più degli avversari e a far divertire i propri tifosi.
I numeri sono lì a dimostrarlo. Nelle prime dieci giornate di campionato i Viola hanno messo insieme 5 vittorie e 5 sconfitte. Fanno 15 punti che al momento valgono l’ottava posizione a pari merito con la Juventus, a -3 dall’Atalanta quinta e a -4 dalla Roma quarta e attualmente ultima qualificata per la prossima Champions League. È ancora presto per parlare di Europa ma questi risultati sono i migliori dell’era Commisso. Per ritrovare uno score simile bisogna tornare indietro al 2018 e alla Fiorentina di Pioli che in quella stagione mise insieme 13 punti nelle prime 7 giornate.
Al di là dei risultati incoraggianti la squadra toscana deve ancora crescere, soprattutto nella gestione delle partite. Un’idea su cui concorda lo stesso Italiano e un problema che si è ben visto nell’ultimo scontro diretto con la Lazio, quando Vlahovic e soci hanno dominato il primo tempo, per poi venire beffati dal gol a inizio ripresa di Pedro e non riuscire più a riprendersi.
Un processo che sarà per forza di cose graduale. La rosa è infarcita di giovani ed è stata pesantemente modificata nell’ultimo mercato. Ma quando calciatori come Torreira, Castrovilli, Odriozola e Duncan troveranno la forma migliore al Franchi ci sarà davvero da divertirsi.


















