Ci stiamo avvicinando sempre più alla fine della regular season di Serie B. Mancano ormai pochissimi minuti per emettere gli ultimi verdetti che il campionato regolare dovrà proclamare, prima di playoff e playout. In questo momento il Venezia è già aritmeticamente in Serie A e bisognerà capire – tra Frosinone e Monza – quale sarà la seconda squadra a guadagnarsi la promozione diretta e chi, invece, parteciperà ai turni eliminatori post campionato.
Anche per ciò che concerne la situazione retrocessioni, la lotta è serratissima, con 3 squadre tutte con lo stesso punteggio e un playout ancora tutto da decidere. Quote sulla salvezza serie B in tempo reale si possono trovare sui principali portali autorizzati. Al di là di questo, nella storia del campionato cadetto ci sono state molte retrocessioni horror, con squadre non attrezzate per affrontare degnamente la categoria.
Parma 1931-32: il fondo assoluto, 8 punti
Il primato negativo più netto appartiene al Parma 1931-32. Ultimo in un torneo a 18 squadre, chiuse con 8 punti in 34 partite, frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 28 sconfitte, con 25 gol segnati e 98 subiti. Il dato è aggravato da un punto di penalizzazione, ma anche senza quella sottrazione il quadro sarebbe rimasto durissimo: una squadra lontanissima dalla quota salvezza e travolta soprattutto sul piano difensivo. La classifica finale colloca il Parma al 18º posto, dietro Lecce e Udinese, tutte retrocesse nella terza serie dell’epoca.
È questo il caso che più di ogni altro racconta quanto la Serie B dei primi anni Trenta potesse essere spietata. Il Parma non fu semplicemente ultimo: fu staccato, fragile, incapace di reggere il ritmo tecnico e fisico del girone unico. Il dato dei 98 gol subiti resta il simbolo di una stagione in cui la retrocessione non fu un incidente, ma l’esito di un divario enorme.
Cagliari 1947-48: 18 punti e una caduta pesante nel maxi-campionato del dopoguerra
Tra le ultime con meno punti compare anche il Cagliari 1947-48, ultimo nel Girone A con 18 punti in 34 gare: 7 vittorie, 4 pareggi e 23 sconfitte, 33 reti fatte e 79 subite. La stagione 1947-48 fu particolare: la Serie B era ancora divisa in tre gironi, con 54 partecipanti complessive, e la riforma decisa dalla FIGC portò a una retrocessione di massa per riportare il torneo verso una struttura più ordinata.
Il Cagliari, iscritto d’ufficio dopo le difficoltà belliche che avevano isolato il calcio sardo dai campionati nazionali, si trovò dentro un contesto durissimo. La sua ultima posizione non va letta solo come fallimento sportivo, ma anche come fotografia di un calcio ancora in ricostruzione, nel quale viaggi, risorse e organizzazione pesavano quasi quanto la qualità tecnica. Il risultato finale, però, resta severo: ultimo posto e retrocessione diretta.
Brindisi 1947-48: altri 18 punti, stesso destino
Nella stessa stagione, ma nel Girone C, anche il Brindisi chiuse ultimo con 18 punti in 34 partite. Il suo bilancio fu di 5 vittorie, 8 pareggi e 21 sconfitte, con appena 21 gol segnati e 59 subiti. È un profilo diverso rispetto al Cagliari: meno vittorie, qualche pareggio in più, ma soprattutto un attacco poverissimo, tra i più deboli del gruppo.
Il Brindisi fu schiacciato in un girone meridionale vinto dal Palermo e completato da squadre come Pisa, Lecce, Arsenaltaranto, Empoli e Siracusa. La distanza tecnica non emerse solo dai punti, ma anche dalla produzione offensiva: segnare 21 reti in 34 giornate significava vivere quasi ogni partita con margini minimi, senza la forza per ribaltare gli episodi. È uno dei casi più chiari di ultima posizione “da record negativo”.
FBC Liguria 1930-31: 19 punti e una retrocessione inattesa
Subito sopra la soglia dei 18 punti c’è il FBC Liguria 1930-31, ultimo con 19 punti in 34 gare: 6 vittorie, 7 pareggi e 21 sconfitte, 33 gol fatti e 79 subiti. Anche qui il dato difensivo pesa moltissimo. La classifica finale indica il Liguria al 18º posto, alle spalle del Derthona, in una stagione vinta da Fiorentina e Bari a pari punti.
La particolarità è che il crollo del Liguria fu definito inatteso nelle ricostruzioni della stagione: non era una semplice matricola destinata a soffrire, ma una squadra che finì per sfaldarsi nel momento decisivo. Il risultato fu una retrocessione nella Prima Divisione, l’allora terzo livello, con un punteggio che resta tra i più bassi per un’ultima classificata della Serie B storica.
Centese e Suzzara 1947-48: quota 20 nel Girone B
Nel Girone B del 1947-48 il fondo della classifica fu condiviso, almeno nei punti, da Centese e Suzzara, entrambe a 20 punti. La Centese risultò 18ª con 5 vittorie, 10 pareggi e 19 sconfitte, 28 gol fatti e 56 subiti; il Suzzara chiuse 17º, sempre a 20, con 7 vittorie, 6 pareggi e 21 sconfitte. Entrambe retrocessero in Serie C nel maxi-taglio imposto dalla riforma del campionato.
La Centese entra nel discorso perché fu l’ultima formale del girone, anche se a pari punti col Suzzara. È uno dei tanti esempi che mostrano quanto il dopoguerra renda complicato il confronto secco: molte squadre furono spinte verso il basso non solo dalla classifica, ma da una ristrutturazione generale del sistema.
L’era dei tre punti: Livorno 2019-20 come caso moderno
Se si guarda alla Serie B moderna, con tre punti per vittoria, il riferimento più duro tra le ultime recenti è il Livorno 2019-20, ultimo con 21 punti in 38 giornate. È un punteggio che, pur non essendo comparabile in modo diretto con i campionati a due punti, resta bassissimo per il format contemporaneo. La classifica progressiva mostra un dato eloquente: il Livorno era a 12 punti a metà campionato e chiuse fermo a 21, senza riuscire a cambiare davvero passo nel ritorno.

















