La città barocca si prepara a vivere il momento più intenso dei festeggiamenti in onore di San Calogero Eremita, patrono amatissimo e profondamente radicato nella devozione popolare. Dopo gli appuntamenti religiosi e musicali dei giorni precedenti, il 18 giugno rappresenta il culmine della festa, tra liturgie solenni, processioni e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione.
La giornata principale si apre con le Sante Messe in Santuario dalle ore 6:00 alle 9:00, seguite alle 10:00 dalla Messa solenne presieduta dall’Arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano. Alle 11:00 è prevista la processione con la statua del Santo sulla tradizionale “straula” fino alla Chiesa Madre, uno dei riti più sentiti dell’intera manifestazione.
La celebrazione proseguirà a mezzogiorno con il trasferimento verso la Chiesa di San Francesco e la Santa Messa, mentre nel pomeriggio, alle 18:00, è in programma un’ulteriore funzione nella stessa chiesa. Il programma conferma così un intreccio di fede, partecipazione collettiva e identità cittadina che caratterizza da sempre la festa di San Calogero a Naro.
La straula e la devozione
La “straula” è il simbolo più riconoscibile della festa: una grande slitta di legno, chiamata anche “carro dei miracoli”, trainata dai fedeli con lunghe corde. È il gesto che meglio racconta il rapporto tra la comunità e il Santo, tra sacrificio, promessa e gratitudine.
Accanto alla processione, resta viva anche la tradizione del pane benedetto, modellato in forme che richiamano le parti del corpo guarite per intercessione del Santo. È una consuetudine che unisce religiosità popolare e memoria collettiva, rendendo la festa un evento che va oltre il solo calendario liturgico.
Il programma dei giorni vicini
Il calendario dei festeggiamenti, secondo il programma pubblicato, prosegue anche dopo il 18 giugno con vespri, processioni, serate musicali e iniziative collaterali. Tra gli appuntamenti più attesi figurano la “Serata di musica siciliana” in Piazza Garibaldi e, nell’ottava del 21 giugno, la processione conclusiva per le vie del centro con la Santa Messa all’aperto in Piazza Roma.
Per tutta la durata della festa resta attiva anche la fiera-mercato, insieme alla possibilità di visitare murales, ipogei, monumenti barocchi e medievali, trasformando l’evento religioso in un’occasione di richiamo culturale e turistico per l’intero territorio.
Un richiamo per la città
La festa di San Calogero continua dunque a essere uno dei momenti più identitari per Naro, capace di unire liturgia, tradizione popolare e partecipazione comunitaria. Il 18 giugno resta il giorno in cui la devozione si fa visibile nelle strade, nel canto dei fedeli e nel lento avanzare della straula verso la Chiesa Madre.
Nel racconto della festa convivono spiritualità e appartenenza, memoria e spettacolo, in una formula che ogni anno rinnova il legame tra il Santo nero e la sua comunità. È questo il cuore dell’appuntamento che Naro si appresta a vivere, con il paese pronto a raccogliersi attorno al suo patrono












