“E’ necessario fare chiarezza sulla disponibilità e sulla cassa della Regione siciliana. Dei fondi strutturali 2000-2006 non è rimasto quasi più nulla: solo pochi spiccioli da riprogrammare”. Lo ha dichiarato Michele Cimino, delegato a rappresentare la Regione siciliana nelle sedute dei lavori della Conferenza Stato-Regioni, e assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, replicando alle dichiarazioni rilasciate ieri alla stampa del ministro Angelino Alfano, in cui afferma che la Sicilia “dispone di diversi miliardi di finanziamenti mai utilizzati”.
Cimino ricorda al ministro: “Prima di essere stato designato assessore all’Agricoltura ho guidato l’assessorato al Bilancio e Finanze. Le sue dichiarazioni offrono ai siciliani un’idea fuorviante dei nostri conti, e, soprattutto, sono destabilizzanti rispetto alle necessità urgenti di tutte le altre Regioni del Mezzogiorno, necessità importanti tanto quanto quelle siciliane”.
“La ricognizione dei conti – ha detto ancora l’assessore – è avvenuta appena tre mesi fa, durante la mia amministrazione all’assessorato Bilancio, e il risultato è stato chiaro: ridottissime le risorse rimaste e ridottissime le criticità nei processi di spesa”.
“Domani mattina, il Cipe dovrebbe dare il via libera dei 4 miliardi di risorse Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) destinati alla Sicilia, così come più volte ribadito dal presidente Vasco Errani e dal sottosegretario Gianfranco Micciché. Se questo avverrà, come mi auguro – ha sottolineato Cimino – non è certo ‘un trasferimento politico’ per stoppare polemiche e confusione rispetto alle pressioni siciliane esercitate sul governo nazionale, e neppure una penalità rispetto ai bisogni delle altre regioni, a favore delle quali, già da domani, come ha appena annunciato il ministro Scajola, si sbloccheranno altri investimenti”.
Cimino ha chiarito che “con il trasferimento delle risorse, la Sicilia, sarebbe la prima Regione a conquistare il riconoscimento di un atto dovuto attraverso un primo segnale concreto che dovrebbe aprire, però, la strada a un piano Sud molto più esteso, le cui priorità sono state già fissate di comune accordo con le altre Regioni, in sede di Conferenza. Priorità che prevedono, oltre ai Fas, molti altri investimenti, tra cui: lo sblocco dei Piani attuativi regionali (Par) in relazione agli investimenti, la stesura di un nuovo “patto della salute” e l’accordo condiviso sugli ammortizzatori sociali in deroga per garantire lavoratori e imprese”.

















