
Anche questo sabato vi parliamo di una it bag che proviene dalla Francia: sto parlando della Lady Dior, una borsa che proprio in questi ultimi giorni sta facendo parlare di se in tutto il mondo.
Il motivo? Il cortometraggio presentato al Festival di Cannes con Marion Cotillard protagonista, The Lady Noire Affair, un mini-film in stile Hitchcock ambientato a Parigi.
Un assaggio di questo corto c’era già stato dato dalla campagna pubblicitaria della Lady Dior, che aveva sempre l’attrice premio Oscar Marion Cotillard come protagonista: la Tour Eiffel e la trama intricata della borsa diventano la base di fondo per creare un’atmosfera mozzafiato.
Ma le radici della Lady Dior affondano nel passato e rincorrono un mito del nostro tempo: la bellissima Lady Diana, a cui la borsa è stata dedicata. E come sempre, la Lady Dior, nelle campagne promozionali, viene accompagnata da donne bellissime del calibro di Monica Bellucci, Carla Bruni e Diane Kruger.
Ancora una volta un’icona femminile di stile e di eleganza diventa simbolo di una borsa destinata a fare la storia della moda. Ancora oggi infatti la Lady Dior è una delle borse più desiderate.
Come tante altre it bag, anche la Lady Dior è stata declinata in tantissime varianti di materiale e di colore. La classica trama, che vede incrociarsi rombi e croci, viene proposta sia nella versione piatta che in quella trapuntata, in vernice o in pelle opaca.
Ma non solo pelle di vitello: anche coccodrillo e pitone sono materiali che la Lady Dior conosce molto bene. I colori, poi, sono tantissimi: dai classici nero e bianco al rosa, rosso, argento, oro e viola. La Lady Dior si declina poi in diversi altri modelli, come la borsa shopping o la handbag dalla forma allungata.
Tantissime le fan di questa it bag, come Mischa Barton…addirittura un telefilm come Gossip Girl la ospita spesso nei suoi episodi!
E per finire, una vera e propria chicca: il successo della Lady Dior ha portato la maison a creare una trousse che ripropone le forme della Lady Dior. Insomma, per chi non potesse permettersi l’originale, almeno ci si può accontentare con la sua versione in miniatura!
A cura di Virginia Milano
Fonte: Stylosophy.it


















