optimizedliberta1“I am a free man” chissà quante volte sarà capitato ad ognuno di voi di leggere o sentire questa frase.

Ripetuta nella maggior parte dei casi da ipocriti perbenisti che hanno solo l’esigenza di mostrare al mondo intero che li osserva il loro lato buono, gente che si mette a disposizione del prossimo affinché ogni singolo abitante di questo minuscolo pianeta possa sentirsi sollevato dalle proprie pene quotidiane grazie alla piccola dose di altruismo gratuito di questa “internazionale della solidarietà”.


Il problema sta nel fatto che ogni qualvolta questi stessi individui si trovano a dover scegliere quale sentiero percorrere al bivio tra il loro quieto vivere e l’amore per un’idea puntualmente scelgono di mortificare il loro spirito di uomini liberi e dimostrano invece di essere falsi e opportunisti.

Viviamo trascinandoci dietro da secoli il pesante fardello dei pregiudizi e nonostante ognuno di noi dichiari di non lasciarsi influenzare e di giudicare secondo il proprio onesto intelletto questo in verità non succede mai.

E come se nella nostra mente si creassero degli schemi che inconsciamente tendiamo ad acquisire come matrice su cui trascrivere e successivamente elaborare gli input che arrivano dall’esterno.

Quello che ne risulta purtroppo è quasi sempre un’idea falsata della realtà da questi schemi preconcetti di cui non riusciamo a liberarci.

E’ talmente radicata e forte dentro di noi quest’ abitudine che spesso non riusciamo a percepire neanche la realtà che ci circonda.

Il mondo ormai non è più lo stesso ma nessuno sembra accorgersene.

Scorre tutto davanti ai nostri occhi come un film ma non ci fermiamo mai un attimo a cercare il senso di quello che succede; gli specialisti la chiamano “sindrome da reality”, viviamo come se fosse tutto un gigantesco spot pubblicitario, tutti hanno qualcosa da vendere, ed ognuno di noi sente irrefrenabile il desiderio di comprare tonnellate di “ego” anni duemila in formato usa e getta.

Voyeurismo avrebbe detto qualche psicanalista che tiene ancora nascosto il manuale del corso universitario sotto al cuscino.

Riflettendoci bene non è poi così grave, in fondo in questo momento ci sono soltanto cinquantadue guerre civili in Africa dove muoiono migliaia di bambini ogni giorno. Roba troppo triste. Meglio la “sexual addiction” del Premier, sa più di casa nostra e non ci fa paura.

Cosa sono queste facce tristi? Dai smettiamola non è proprio il caso.

In autunno sostituiremo il nostro suv con un modello più ecologico che inquina meno, sul satellite è iniziato il campionato più bello del mondo e qualcuno inserirà nel nostro iphone un’ applicazione per le barzellette per tirarci un po’ su quando siamo tristi, e poi, non dimentichiamoci per favore  che siamo pur sempre uomini liberi.

Vincenzo Sciabica  vincenzo-sciabica1