La politica locale si interroga sul successore di Antonio Lo Giudice all’assessorato al bilancio del Comune di Canicattì. Il sindaco Vincenzo Corbo, scaricato anche dal Pdl Sicilia, ha sempre meno interlocutori per trattare la carica, ma proprio la poltrona in giunta potrebbe offrire al capo dell’amministrazione comunale uno spiraglio per riallacciare i rapporti con una forza del Consiglio Comunale. Non è un’ipotesi così lontana se si considera che già qualcuno è rimasto allettato dalla proposta, ma si muove in punta di piedi per non essere tacciato di incoerenza. Il nuovo assessore al bilancio, se gli sarà dato quello spazio di cui Lo Giudice ha denunciato la mancanza, sarà chiamato a gestire i prossimi equilibri di bilancio, ma dovrà avere anche il carisma di coinvolgere il Consiglio Comunale, alla luce del tonfo registrato per il bilancio di previsione e per il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Per gli ultimi dodici mesi di mandato, sarà difficile trovare un politico disposto a metterci la faccia e così si cerca tra la cosiddetta “società civile” o rispolverando l’alibi di un assessore tecnico che tecnicamente è un figlioccio della politica, incipriato di professionalità. Da buon ragioniere com’è però, il sindaco Corbo potrebbe tenere per sé ad interim fino alla fine, la carica di assessore al bilancio, permettendo così un risparmio alle casse comunali con un’indennità mensile in meno per un anno. I giochi sono comunque aperti, ed è comunque più probabile che il posto in giunta potrebbe servire a pescare tra un’oligarchia di Canicattì che verrebbe così a legarsi elettoralmente alla coalizione sempre più sbiadita di tonalità politiche e di conseguenti agganci istituzionali. Un rimpasto complessivo, imperniato soprattutto su ultime e chiare priorità programmatiche, alimentate proprio in parte dalle variazioni di bilancio, comunque permetterebbe a Corbo di salvare il salvabile. Il primo cittadino potrebbe tenere con sé solo gli assessori più fidati, sganciandosi di chi non è più espressione di un membro dell’assemblea cittadina e dando il ben servito ad altri assessori frutto di un precedente accordo fallito con il Pdl, in vista del quale erano stati immolati tre amministratori .


















