Siamo sorpresi, quasi scandalizzati, in ogni caso profondamente colpiti dal comportamento del Presidente della Provincia di Agrigento nei confronti della situazione drammatica in cui versa l’isola di Lampedusa che fino a prova contraria è parte integrante del nostro territorio. Non possiamo, in questo senso, non condividere le critiche di tutti coloro che hanno stigmatizzato tale disimpegno davanti ad una vera emergenza umanitaria che sta mettendo a dura prova la pazienza, la solidarietà e la compostezza dei lampedusani che con grande senso di responsabilità stanno vivendo una condizione difficilissima a causa del numero dei migranti che è praticamente raddoppiato” rendendo la situazione “insostenibile”. L’impegno del Governo e la concretezza delle misure che si appresta a predisporre per risarcire i residenti dell’isola di Lampedusa, non esime nessuno da doveri minimi di vicinanza e di sostegno alla popolazione.
In una situazione dove si corre il rischio di gravi conseguenze igienico-sanitarie, con migliaia di persone che da giorni bivaccano senza avere un rifugio per la notte, con cibo ed acqua razionati, possono essere importanti anche piccoli gesti come insegnano le decine di volontari che distribuiscono indumenti e scarpe ai migranti, come insegnano, le scene che ci mostrano, nel buio della fredda e umida notte lampedusana, i falò dei tunisini che arrostiscono il pesce regalato dai pescatori del posto. In attesa che venga formalizzato un accordo col governo tunisino per i rimpatri, migliaia di migranti restano accampati a Lampedusa determinando altresì una situazione insostenibile per l’insorgere di problemi di ordine pubblico e sicurezza. Non si dica che l’Ente Provincia davanti a tutto questo non può fare nulla, perché se così fosse nessuno capirebbe più la sua funzione e la legittimità a continuare a rappresentare gli interessi del territorio e di “tutti” i suoi abitanti.


















