Il Comune di Campobello di Licata è stato condannato dal Tribunale Amministrativo Regionale (T.A.R.) Sicilia di Palermo a riattivare il servizio di assistenza igienico personale e di assistenza specialistica (erogato attraverso educatori culturali) illegittimamente sospeso nel Gennaio 2011 senza tenere conto delle esigenze dei minori .

In particolare, i Giudici Amministrativi, con due diverse ordinanze, accogliendo le istanze cautelari proposte dall’Avv. Giuseppe Impiduglia, legale dell’Associazione Nuove Ali di Agrigento,  hanno ordinato al Comune di Campobello di Licata di provvedere entro 15 giorni all’assegnazione a favore dei minore degli assistenti igienico personali e degli educatori culturali.


Il T.A.R. ha disposto, inoltre,  che, ove nel summenzionato termine di 15 giorni  il Comune non dovesse provvedere, sarà il Prefetto di Agrigento (nominato dal T.A.R. commissario ad acta) a sostituirsi all’Amministrazione Comunale e ad adottare entro i successivi 20 giorni  i provvedimenti volti ad assicurare ai minori la necessaria assistenza specialistica.

Il T.A.R. Palermo, infine, ha condannato il Comune di Campobello a rimborsare ai ricorrenti le spese legali – liquidate in complessivi  euro 4.000 – ed ha fissato per il marzo 2012 l’udienza di merito nella quale verrà discussa anche la domanda di risarcimento del danno esistenziale avanzata dai genitori dei minori disabili.

Con le citate ordinanze  il T.A.R. Palermo ha affermato, per l’ennessima volta,che gli Enti Locali non possono, per pretese ragioni di bilancio, ledere i diritti dei minori disabili;  diritti che sono stati qualificati dai Giudici Amministrativi  come “diritti fondamentali incomprimibili”.