Tre tavole rotonde: la prima dedicata alla componente sindacale della categoria; la seconda incentrata sulla “sfida” del federalismo fiscale; l’ultima focalizzata sul rapporto tra Fisco e professionisti. Così è strutturato il Convegno nazionale “Dal traguardo dell’Unità d’Italia alla sfida del Federalismo”, organizzato dall’ANC (Associazione nazionale commercialisti) e in programma, il prossimo 3 giugno, presso il teatro “Luigi Pirandello” di Agrigento.
Un titolo, quello scelto per l’evento, che volutamente evoca il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia quale viatico di un percorso che, dopo la fusione di dottori commercialisti e ragionieri in un unico Albo, potrà condurre anche all’unificazione della componente sindacale. Questo è ciò che si propone di realizzare l’ANC, e quale città meglio di Agrigento, capitale “mondiale e morale della concordia”, poteva fare da sfondo al rilancio di questo progetto: “L’ANC – spiega Salvatore Russo, membro del comitato esecutivo dell’associazione – ha sempre avuto nel suo DNA l’idea dell’unificazione delle sigle sindacali della categoria. Tanto è vero che già nel 2006 costituimmo una confederazione con l’ADC. Da allora, abbiamo assistito alla nascita di nuove sigle e a un’ulteriore disgregazione della componente sindacale”.
Di qui, l’esigenza di tornare a parlare di prospettive comuni, attraverso una tavola rotonda a cui prenderanno parte i Presidenti delle sei principali associazioni di categoria: Luigi Carunchio (UNGDCEC), Vilma Iaria (ADC), Riccardo Losi (ANDOC), Raffaele Marcello (UNAGRACO), Giuseppe Pozzato (ANC) e Marco Rigamonti (AIDC).
Nel pomeriggio, si svolgeranno le altre due tavole rotonde in programma. Alla prima, intitolata “La corretta informazione del Federalismo fiscale ai cittadini e ai professionisti, che del fisco sono gli interpreti e gli intermediari”, parteciperanno, tra gli altri, anche Enrico La Loggia e Marco Causi, rispettivamente Presidente e vice-Presidente della Commissione parlamentare sul Federalismo fiscale, oltre ad Antonino Lo Presti, vice-Presidente della Commissione parlamentare sugli Enti Gestori, e Giuseppe Lumia, componente della Commissione Bilancio del Senato.
La seconda tavola rotonda prevista nel pomeriggio, dal titolo “Fisco e professione: dalla funzione sociale ai diritti del cittadino-professionista”, vedrà invece la partecipazione di Sergio D’Antoni, vice-Presidente della Commissione Bilancio della Camera, Gaetano Stella, Presidente di Confprofessioni, Castrenze Giamportone, Direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, e Paolo Saltarelli, Presidente della Cassa ragionieri.
Previsti, inoltre, anche gli interventi del Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e del Ministro delle Politiche agricole e forestali, Francesco Romano che, assieme a Claudio Siciliotti e Francesco Distefano, Presidente e vice-Presidente del CNDCEC, e Giorgio Sganga, Presidente del Registro dei revisori legali, apriranno il Convegno con i loro saluti istituzionali.
Verranno consegnate le firme raccolte a sostegno di alcuni Ddl.
Il Convegno offrirà, inoltre, l’occasione per consegnare alle tante personalità politiche presenti le firme che l’ANC sta raccogliendo nell’ambito dell’iniziativa “10.000 firme in un mese”, finalizzata a sostenere, tramite petizione popolare, alcune proposte di legge già presentate al Parlamento. La prima proposta riguarda lo slittamento delle scadenze di agosto. “Si tratta di un mese a vocazione vacanziera – spiega Salvatore Russo, che proprio su questa iniziativa incentrerà la sua relazione – nel quale i contribuenti andrebbero lasciati tranquilli. Per questo, sarebbe giusto spostare le scadenze previste in quel mese al 16 di settembre, anche con l’applicazione dello 0,40% (l’addizionale che sostituisce la sanzione in caso di superamento dei termini previsti, ndr)”.
Il secondo Ddl. riguarda, invece, la sospensione dei termini in caso di malattia o infortunio del professionista: “Direi – aggiunge Russo – che siamo arrivati al punto in cui i professionisti non hanno nemmeno il diritto di ammalarsi. Perché se, in prossimità di una scadenza, un professionista dovesse rimanere vittima di un infortunio grave o di una malattia, non solo sarebbe passibile di sanzioni, ma metterebbe anche il contribuente nelle condizioni di subire danni gravi”.
L’ultima proposta di legge che l’ANC vuole sostenere tramite la raccolta di firme è quella relativa alla deduzione dei costi relativi all’aggiornamento professionale: “La situazione attuale – conclude Russo – è sintomatica di come viene considerata la nostra categoria. Noi siamo i principali artefici del successo del Fisco telematico; siamo obbligati a fare almeno 30 ore di formazione professionale, ma possiamo dedurre solo il 50% dei costi sostenuti per farla. In più, nel caso di trasferte effettuate per la formazione, i costi che ci vengono riconosciuti arrivano alla metà del 75%. Questo, sinceramente, ci sembra davvero un paradosso”.