Peccato che le rivolte studentesche a qualcuno sembrano tutte uguali.

Ma quella di quest’anno, ho l’impressione che ha centrato l’obiettivo.


Nessuno vuole pagare sulla propria pelle i disastri economici causati dalle holding finanziarie e dalle multinazionali che controllano i mercati azionari internazionali.

E’ chiaro ormai a tutti, compresi gli studenti che hanno iniziato la protesta proprio oggi che, il prezzo di un’insopportabile disoccupazione e di una povertà mentale, culturale ed economica, non la possono pagare i nostri figli.

Le colpe dei Padri non possono ricadere sui Figli!

Ed allora dai!

Avanti tutta!

E’ già l’ora di dirci la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Qual è il futuro per i nostri giovani?

Io mi sono messo da parte per lasciare spazi di creatività e di prorompente volontà di fare bene ai nostri Giovani, capaci, preparati e soprattutto, cittadini del mondo!

Chi altri è disposto a rinunciare a cariche pubbliche come me ch mi sono dimesso da sindaco per non lasciare spazi alle strumentalizzazioni pseudo -mafiose ed alle proditorie iniziative di chi mi odia per aver dato il meglio di me stesso, producendo cultura, nel vero senso della parola e, soprattutto, tanto sviluppo ed occupazione.

Sapete come?

Lasciando semplicemente ogni mio singolo concittadino, libero di progettare il proprio futuro, quando ero sindaco, dal 1993 al 2002 e dal 2007 al 23 giugno del 2011, giorno, mese ed anno delle mie volontarie dimissioni da sindaco di Racalmuto.

Dimissioni rassegnate a causa di una lunghissima sequela di calunnie che risalgono al lontano 1993, anno del mio primo insediamento da sindaco di Racalmuto.

Adesso aspetto che in Italia qualche altro politico segua il mio esempio.

Nudo al cospetto dei miei calunniatori!

Nudo, socraticamente, in nome della dura legge spesso piegata al servizio di qualche potente di turno che, scusatemi il volgare verbo, ha fottuto un’intera collettività, sommersa da un’acqua, che paghiamo, la più cara d’Italia ed insozzata in mezzo ai rifiuti, anch’essi pagati a peso d’oro, con una tassa che è anch’essa la più cara d’Italia!

Eppure il vento della protesta soffia ancora!

Ma che dire delle scuole, delle strade, delle linee ferrate o di un fantomatico aeroporto da realizzarsi in provincia di Agrigento e di cui si parla da oltre 50 anni!

Siamo trattati come italiani di serie C!

E’ inutile ribadirlo, forza ragazzi ne va del vostro futuro!

Salvatore Petrotto