Un vero e proprio magazine istituzionale della Regione Siciliana. “Terrà”, l’house organ dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, ha cambiato abito ed è diventato “Terrà Doc”. Con una foliazione di 100 pagine e un progetto editoriale gradevole e brioso, è stato diffuso, a partire dal 17 ottobre scorso, come allegato al Sole 24Ore. E non è passato inosservato. In copertina, unica protagonista l’affascinante Maria Grazia Cucinotta, a voler sottolineare il nuovo look e il nuovo target di riferimento: personale interno, associazioni di categoria, imprese, ma anche semplici cittadini, siciliani o di oltre Stretto. Terrà Doc punta a dar voce e risalto al settore agricolo attraverso la lettura anche delle altre eccelleze siciliane, sia quelle “nostrane”, sia le migliori che riescono ad emergere in Italia e all’estero. Come già avvenuto nel 2005 al momento della nascita di Terrà, il nuovo progetto editoriale è stato affidato ad una preziosa risorsa della Regione Siciliana: Stefania Sgarlata, che è il direttore responsabile e che ha scelto di rivoluzionare e far rivivere la testata. “Il primo bene culturale e’ il territorio – afferma – . E, attraverso la sua agricoltura, prima voce di bilancio in Sicilia, l’obiettivo e’ valorizzarlo diffondendo tutte le altre attivita’ produttive di eccellenza, e chi nel mondo le rappresenta”. D’altra parte perché continuare soltanto a piangerci addosso, se possiamo conoscere e apprezzare quel che di buono questa nostra “terra” riesce a esprimere? Direttore scientifico e’ il dirigente generale del dipartimento, Salvatore Barbagallo; Piero Messina ha coordinato l’ufficio stampa della Presidenza nella realizzazione dei servizi. In questo primo numero, cento pagine di curiosità e approfondimenti, di personaggi e istituzioni, che raccontano la Sicilia migliore, che è capace di alzare la testa, di cimentarsi ed investire per “guardare oltre”, nonostante la crisi e malgrado un territorio a dir poco “difficile”. E poi un “Viaggio nella sicilitudine” di Andrea Camilleri e “negli abissi” di Enzo Maiorca. Lungi dallo scadere nelle autocelebrazioni, il magazine affronta anche grandi temi irrisolti, come quello dell’immigrazione, del racket, della mafia. Uno sforzo editoriale, pari a quello di più note riviste internazionali, per qualità e varietà dei servizi. Il tutto quasi prettamente prodotto ‘in house’, dalla Regione. E in tempi di ristrettezze di risorse, certamente non è poco.