Lo zelo della tua casa mi consuma (Gv.2,17)

Sono un sacerdote di ottanta anni che sente tuttora di averne venti da poter gridare forte che appartengo al partito degli ARRABBIATI dove il capolista è Gesù Cristo nel tempio con “un flagello con cordicelle in mano bastonava, quindi urlava ed ancora rovesciava ogni cosa ” (Gv.2,ss).


Anch’io penso di urlare e di poter agire con i mezzi attuali contro coloro che violentano attraverso leggi inique… la classe più debole del cittadino, persona vivente (Gn.2,7) fatto ad immagine e somiglianza di Dio ( Gn,1,26 ).

Parlo di quel Cristo ” mite “, come si definisce, che nessuno quel giorno nel Tempio riuscì a fermare appunto perchè erano bloccati dalla sua voce e dai suoi occhi che dovevano incutere molta paura…

Ed OGGI vorrei che la Chiesa Gerarchica ed i suoi preti smettano di tacere ed incomincino anche loro ad alzare la voce come faceva Cristo contro la CASTA di allora ( farisei, scribi e Caifa ) di cui è pieno il Vangelo e che solo un processo politico fece tacere.

Io ho paura che le violenze di Roma siano state la scintilla che deve fare riflettere anche la Chiesa onde evitare che paghino innocenti ( vedi vescovo di Firenze ed il suo segretario ) per la prepotenza, ed il servilismo di chi siede in Parlamento contro coloro a cui è tolto “il pane quotidiano”.

Ed ora io dico con tanta forza a chi va dicendo che la “Padania mantiene Il Meridione” di smettere di gridare perchè le cose stanno diversamente.

Difatti, come ai tempi dello sbarco dei Mille il Regno Sabaudo risanò le proprie casse…,anche oggi possiamo URLARE senza smentita ” PADANIA LADRONA ” come da un programma di TVA.

E tutto questo perchè OGGI i rispiarmi della gente di Sicilia sono investiti nella Padania attraverso le banche del Nord, che hanno invaso la nostra Regione, mentre vengono distrutte le poche industrie (es.Fiat di Termini Imerese), ed non se ne creano altre anche se l’Isola offre molte occasioni di lavoro per le sue ricchezze geomorfologiche e storiche per cui la disoccupazione ha portato le nostre migliori menti ad arricchire il Nord con l’ emigrazione interna.

Ed infine a tutti i politici di Sicilia che a Roma occupano posti importanti faccio un enorme ed urlato rimprovero per essersi dimenticati dei propri concittadini per cui li lascerei in esilio perpetuo.

Insieme ad essi va anche la mia rabbia contro tutti coloro che siedono a Palermo perchè anche costoro ” schiavi ” del potere sono molto lontani dai bisogni del singolo e delle famiglie della Nostra Terra che li ha portati ai posti di comando per servire la propria gente.

Don Lillo Scaglia