Cari Deputati,

La mia attuale esperienza di presidente del CDA del Consorzio Agrigentino per la legalità e lo sviluppo unita all’esperienza di ex parlamentare siciliano mi inducono a sollecitarvi un intervento legislativo in considerazione delle difficoltà connesse alla restituzione ai siciliani – ed il conseguente utilizzo per fini sociali- dei beni confiscati alla mafia.


Nello specifico è necessario che le commissioni prima e l’ARS dopo approvino un emendamento al DDL n°801 per rendere operative quelle strutture confiscate ed assegnate a cooperative di tipo B (e comunque a cooperative sociali in genere); ma che difettano degli standards strutturali per l’istituzione di servizi socio-assistenziali.

DDL n°801 “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2012. Legge di stabilità regionale”

Emendamento al ddl 801 Art Semplificazioni amministrative per l’istituzione di servizi socio- assistenziali negli immobili confiscati alla mafia

All’art. 26 della legge 9 maggio 1986 n.22 è aggiunto il comma 2 bis col seguente testo: Nell’’ipotesi che, per l’espletamento dei servizi socio-assistenziali, le strutture provengano da immobili confiscati alla mafia, sono applicate le seguenti semplificazioni amministrative:

a)- ai fini dell’iscrizione all’albo di cui al primo comma, è sufficiente la dimostrazione del rispetto dei soli standards organizzativi di cui all’art. 19;

b)- ai fini dell’autorizzazione al funzionamento, tutti i termini di cui all’ art. 28 sono ridotti alla metà;

c)- ai fini del rilascio delle concessioni dei servizi socio-assistenziali, le strutture sono equiparate a quelle di cui all’art. 15 comma 4 legge 8 gennaio 1996.

Grata per l’attenzione che vorrete riservare a questa problematica, l’ occasione mi è gradita per porgere distinti saluti

on.le Mariagrazia Brandara