In riferimento all’articolo sul “pericolo randagismo” apparso  sulla nostra testata giornalistica, sull’argomento interviene il vice sindaco Gaetano Rizzo per chiarire la situazione dei cani presenti nel territorio canicattinese.” E’ opportuno intervenire per informare la città su come l’amministrazione comunale di Canicattì ha operato al riguardo – commenta il vice Sindaco – sin dal 2007 l’Ente pubblico ha affrontato il problema nei modi previsti dalle vigenti norme in materia. Con la legge nazionale 281/91 è stato sostanzialmente modificato l’approccio nei confronti del randagismo , evidenziando l’accresciuto interesse della società verso gli animali d’affezione. Riguardo alla costruzione di un canile comunale, questi avrebbe la sola funzione di ricovero di quei cani pericolosi, mentre è in intenzione dell’amministrazione la costruzione di un rifugio sanitario, e a tal fine si sta redigendo un progetto, da presentare alla Regione Siciliana, per il relativo finanziamento. Riguardo alla vicenda in questione , dal filmato divulgato sul Web del signor Pietro Bennici, rilevo che: va in giro con il suo cane di grossa taglia senza la museruola, non ha corso alcun pericolo perché il comportamento dei randagi non risulta aggressivo, l’autore del video sta fermo a filmare tranquillamente mentre il suo cane, stimola i randagi ad una reazione che non c’è stata. Questa sceneggiata, più che un tentativo di aggressione da parte dei randagi è , a mio giudizio, un tentativo di creare un caso mediatico ed un mettersi in mostra. Per debellare il randagismo e per evitare pericoli ai cittadini è necessario che ognuno faccia la propria parte nel rispetto della legge. Il signor Bennici ha fatto la sua parte?. Ritengo opportuno intervenire per informare su come l’Amministrazione Comunale di Canicattì ha operato al riguardo. Sin dal 2007 ha affrontato il problema nei modi previsti dalle vigenti norme in materia e di seguito richiamate. Con la legge nazionale n. 281/91 è stato sostanzialmente modificato l’approccio nei confronti del randagismo , evidenziando l’accresciuto interesse della società verso gli animali d’affezione. La Regione siciliana, con legge regionale n. 15/2000, e con Decreto del 13 dicembre 2007 ha stabilito le Linee guida per il controllo del randagismo, che prevedono in sommi capi le seguenti azioni mirate al controllo del randagismo . – Istituzione dell’anagrafe canina e divulgazione da parte dei comuni, a mezzo di apposita ordinanza, dell’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina dei cani di proprietà.

– Servizio di cattura cani: attività da svolgere con oneri a carico dei comuni per i cani randagi. Il servizio deve essere svolto direttamente dai comuni o da consorzi tra gli stessi, o affidandolo a ditte accreditate, enti o associazioni .


– Sterilizzazione chirurgica e farmacologica per i cani randagi.

– Rimettere i cani catturati e sterilizzati sul territorio.

– Operare la ristrutturazione o la costruzione di edifici da destinare a rifugio

sanitario o ambulatorio con disponibilità di gabbie per la degenza post- operatoria, e incentivare le adozioni dei cani randagi sterilizzati.

– Incentivare le adozioni di cani anche non di razza dai rifugi attraverso la gratuità di alcuni servizi (iscrizione all’anagrafe, sterilizzazione, cure veterinarie, vaccinazione, ecc…).

La nostra Amministrazione comunale, in ottemperanza alle norme richiamate, ha operato nel modo seguente:

Ha istituito l’anagrafe canina, ha provveduto alla realizzazione della sala operatoria con tutta la strumentazione necessaria per la sterilizzazione dei cani, ha realizzato un piccolo rifugio sanitario, mediante delle gabbie di dimensioni regolamentari, per i cani sterilizzati, ha stipulato un contratto per la cattura dei cani randagi e per la custodia di quelli ritenuti pericolosi. Ad oggi sono stati catturati circa 220 cani e di questi ne sono stati sterilizzati circa 174, di cui il 70% circa di sesso femminile. Inoltre sono stati iscritti all’anagrafe canina circa 600 cani appartenenti , in gran parte , anche a privati cittadini. Questo modo di operare mira al contenimento del randagismo e a limitare l’abbandono dei cani da parte dei proprietari. Nel nostro sito Istituzionale è attivo il progetto “ adotta un amico fedele” che mira a sollecitare l’adozione di quei cani che hanno perso la caratteristica di randagi e sono stati dichiarati adottabili. Riguardo alla costruzione di un canile comunale, questi avrebbe la sola funzione di ricovero di quei cani pericolosi, mentre è in intenzione dell’amministrazione la costruzione di un rifugio sanitario, e a tal fine si sta redigendo un progetto, da presentare alla Regione Siciliana per il relativo finanziamento”. Sull’argomento, interviene anche Pietro Bennici, il giovane che ha filmato i randagi, evidenziando quanto segue: “Eccomi ancora qui a parlare di questo articolo, non per manie di protagonismo, come qualcuno vorrebbe far credere ma per senso civico – spiega Pietro – voglio informare la cittadinanza che, oggi pomeriggio, a seguito di questo articolo, sono giunti presso la mia abitazione i vigili urbani che mi hanno chiesto i documenti relativi al mio cane, credo non ci siano casi simili, addirittura scomodare una pattuglia di vigili urbani con la speranza magari di farmela pagare , con un verbale da 600 eu, per aver evidenziato un problema reale. Ma purtroppo per il Comune, il mio cane non solo ha il microcip ma è anche dotato di pedigree e, trattasi inoltre, di un animale adottato poiché ha una malformazione alla zampa sinistra. Credo che quello che è successo oggi debba far riflettere e, non poco, poichè vuol dire che i signori che ci amministrano se qualcuno evidenzia qualcosa che non va gliela fanno pagare in questo modo , inviando controlli o chissà cos’altro, bene complimenti per il senso di democrazia,…non aggiungo altro altrimenti domani potrebbe arrivare l’esercito :-) grazie alla redazione ed al direttore per lo spazio che concede a tutti noi.