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La trilogia del cimitero dei libri dimenticati

Scritto da il 14 aprile 2012, alle 07:28 | archiviato in Arte e cultura, Eventi, Photo Gallery, Sul Comodino. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

I bibliofili, i collezionisti, ma anche i semplici appassionati della narrativa vengono ripetutamente colpiti durante la loro “vita letteraria” da due curiosi fenomeni.

Nel primo caso i nostri lettori sentendosi pronti per affrontare la grande sfida della creazione decidono di trasformarsi in scrittori e dare libero sfogo al loro amore per la letteratura consegnando finalmente alle stampe il capolavoro che per tanti anni è stato nascosto dentro qualche cassetto della loro scrivania.

Nella stragrande maggioranza dei casi questa pulsione alla scrittura si risolve (per fortuna) solo in un buon proposito, che, neanche a dirlo, viene rimandato di giorno in giorno trovando sempre una buona scusa per iniziare domani.

Il secondo fenomeno di cui vi parlavo pocanzi è invece legato ad una forma di vera e propria passione che i lettori sviluppano durante il corso degli anni e dei libri, verso un determinato autore; passione che spesso diventa incontenibile amore.

Parlo per esperienza personale visto che io stesso sono stato colpito da questo “amor litteras” diverse volte: Umberto Eco è stato il primo, seguito a distanza di anni da Hemingway, Paulo Coelho, Robert Louis Stevenson, Edgar Allan Poe, e tanti altri che mi hanno accompagnato in quasi venticinque anni di incondizionato amore per i libri.

L’ultima passione arriva a dire il vero così un po’ per caso grazie ad un suggerimento del mio prezioso amico Antonio Turco, anche lui amante delle buone letture e protagonista insieme ad altri amici lettori di appassionanti dibattiti che hanno come oggetto del contendere le ultime fatiche dei nostri autori preferiti.

Durante una di queste amabili conversazioni, ricordo, mi disse di essere rimasto affascinato da un romanzo di un autore spagnolo di nome Zafon; il libro in questione si intitola “l’Ombra del Vento” e venne pubblicato in Italia nel 2004 diventando quasi subito un vero e proprio caso letterario grazie al passaparola innescato dai lettori che venivano rapiti dalle pagine dell’autore spagnolo.

L’”Ombra del vento” è il primo romanzo scritto da Zafon come vi dicevo ma è anche l’inizio del cosiddetto ciclo del “cimitero dei libri dimenticati”.

Gli altri due libri che compongono la trilogia sono “Il Gioco dell’Angelo” e l’ultimo lavoro di Zafon pubblicato in Italia qualche giorno addietro e già in testa a tutte le classifiche “Il Prigioniero del Cielo”.

Senza esitare più di tanto ho seguito il consiglio di Antonio e mi sono recato in libreria acquistando il libro.

Amore a prima vista.

Zafon è riuscito ad incastrare magistralmente i classici ingredienti del romanzo, amore, odio, tradimento, amicizia, mettendoli tutti dentro una splendida storia che ha come cornice la città di Barcellona di cui l’autore descrive con grande accuratezza i luoghi e le atmosfere trasportando il lettore “dentro” il romanzo.

Zafon è uno sceneggiatore ed ha lavorato ad Hollywood e leggendo i suoi romanzi, che mi hanno letteralmente incollato alla scrivania in una maratona di quasi mille pagine divorate in poco più di una decina di giorni, si nota la grande padronanza della cosiddetta tecnica a flash back che funziona abbastanza bene nei film che sono più veloci nelle sequenze temporali rispetto ad un romanzo che essendo una narrazione in forma scritta è fisiologicamente più lenta rispetto alle immagini.

Nonostante questo piccolo svantaggio Zafon riesce a “teletrasportare” il lettore di continuo da un punto all’altro della storia in una sequenza temporale sfalsata di diversi anni; ad un certo punto si ha come la sensazione di trovarsi dentro ad una piccola macchina del tempo come quella che manovrava Rod Taylor nel film del 1960 “ L’Uomo che visse nel futuro” di George Pal.

Quando il protagonista azionava il marchingegno da lui inventato, il tempo scorreva veloce, o in avanti verso il futuro o indietro nel passato, ma il luogo fisico del viaggio nel tempo non cambiava; la dimensione “spazio” era inalterata, l’autore fa la stessa cosa con i suoi personaggi che si muovono nel tempo pur rimanendo sempre nel medesimo luogo.

L’elemento gotico nel romanzo di Zafon si respira a pieni polmoni e credo che anche questa caratteristica renda l’insieme molto affascinante; un gotico molto raffinato a dire il vero che non si lascia mai tentare da “moderne” seduzioni del tipo “horror movie” di serie b, piuttosto banali e scontate che, purtroppo, sono una nota ricorrente negli autori che si cimentano in questo genere letterario che risulta un campo minato quando non si ha l’assoluto e raro talento di Zafon.

Meraviglioso. Assolutamente da leggere.

Vincenzo Sciabica

La scheda del libro

• Titolo: L’ombra del Vento

• Autore: Carlos Ruiz Zafon

• Traduttore: Bruno Arpaia

• Editore: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano

• ISBN: 978-88-04-56130-9

• Pagine: 439

• Genere letterario: romanzo

La scheda del libro

• Titolo: Il Gioco dell’Angelo

• Autore: Carlos Ruiz Zafon

• Traduttore: Bruno Arpaia

• Editore: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano

• ISBN: 978-88-04-59297-6

• Pagine: 457

• Genere letterario: romanzo

La scheda del libro

• Titolo: Il Prigioniero del Cielo

• Autore: Carlos Ruiz Zafon

• Traduttore: Bruno Arpaia

• Editore: Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano

• ISBN: 978-88-04-62030-3

• Pagine: 340

• Genere letterario: romanzo



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