Presentiamo con una scheda i candidati alla carica di Sindaco di Campobello di Licata, è la volta di Giovanni D’angelo.
Il motto di Giovanni D’Angelo, candidato si a sindaco: “Voglio una Campobello di Licata <<normale>>”. D’Angelo è sostenuto dalla coalizione movimento “Campobello Libera”, “Patto per il Territorio”, Unione dei Democratici di Centro e “Autonomisti Forti e Liberi”. D’Angelo ha 51 anni, sposato con quattro fili, è il deus ex machina del movimento, con Gaetano Ragusa, del movimento “Campobello Libera”. E’ del “Patto per il Territorio” di Agrigento, consigliere provinciale. Dal suo programma politico: “Il rinnovo degli organi istituzionali rappresentativi della nostra cittadina – dice – ci porta a lavorare per un programma ambizioso che non sia intriso di sogni costruiti sulla sabbia, ma che sia capace di avviare un processo di ricostruzione politico-amministrativa, dove Etica, Morale, Legalità e Trasparenza siano le fondamenta di una nuova primavera politica. Un programma che tenga conto delle necessità vere ed autentiche dei nostri concittadini per una nuova realtà amministrativa che sappia coniugare serietà, capacità professionale ed impegno. Un programma che abbia una nuova veste ed una nuova anima che guardi al futuro e punti a ridare serenità e ricostruire l’immagine di Campobello.” D’Angelo ha l’appoggio di quattro liste elettorali e ha designato due donne candidate assessori: Domenica Rita “Dorita” La Mattina e Maria Concetta Termini. La prima, 32 anni, è sposata, ha un pargoletto. E’ laureata in Legge, attualmente lavora col marito presso la propria agenzia di viaggio. Non è nuova del pianeta politico. Maria Concetta Termini è l’altra designata candidata assessore. 39 anni la sua età, sposata, due figli, tre addietro fu candidata al consiglio comunale, ma non ebbe fortuna. La coalizione di Giovanni D’Angelo ha presentato l’altra sera, al cine “Corallo”, tra un “bagno di folla”, i propri candidati assessori e consiglieri municipali. Tra i presenti, personalità politiche provinciali dl “Patto per Territorio” e di altri centri viciniori.
Giovanni Blanda


















