“Siamo sicuri di potere ribaltare il dato elettorale e di vincere al ballottaggio, che sarà come vincere un referendum”. Fabrizio Ferrandelli (Pd, Sel e altre liste), giunto secondo con circa il 17 per cento alle comunali di Palermo, alle spalle di Leoluca Orlando (Idv, Verdi e Fds) primo col oltre il 47 per cento, lancia un duro attacco al concorrente.

“Leoluca Orlando rappresenta la politica della casta, da 30 anni guadagna 20 mila euro al mese e gira in auto blu. Orlando deve spiegare da dove arriva quel 30 per cento di voti in più rispetto alle sue liste, sarebbe bene che prendesse le distanze da Ciancimino jr che ha dichiarato di votare per lui. Anche il capogruppo del Mpa all’Ars Francesco Musotto ha detto di averlo votato”. “Leoluca Orlando è l’uomo dei sospetti, sospettò persino di Giovanni Falcone, non è degno di andare alla commemorazione”.


Ferrandelli rincara poi la dose: “Orlando è un cialtrone. Chiedo un confronto pubblico con Orlando – dice in conferenza stampa – Deve guardarmi negli occhi quando dice certe bestemmie. Io lo conosco bene per essere stato con lui tanti anni, so come lavora”.

“Io sindaco? È possibile, ieri a caldo ho detto che lo ero già per una questione di emotività. E poi… metà di voi cronisti già mi chiama sindaco, volete che faccia i nomi…? Il ballottaggio non m’impensierisce, penso ai problemi della città. E poi, io ho preso 103 mila voti, l’altro 30 mila. Chi vince? Bella domanda, no?”.

Leoluca Orlando (Idv, Verdi e Fds) si presenta tronfio in conferenza stampa a Palermo mentre sono ancora in corso gli scrutini per le comunali. Orlando ha ottenuto circa il 47 per cento, Fabrizio Ferrandelli (Pd, Sel e altre liste), giunto secondo, poco più del 17 per cento. Entrambe le percentuali potrebbero essere ritoccate al ribasso, ma senza conseguenze sull’esito del voto, se saranno appurati errori di alcuni presidenti di seggio nell’interpretazione della legge elettorale, modificata l’anno scorso.

Respinge le accuse e rimanda al mittente le provocazioni, senza mai pronunciare il nome di Fabrizio Ferrandelli, suo diretto concorrente tra quindici giorni alle urne. “Non raccolgo provocazioni, non voglio essere insultato, non insulto e non mi confronto con coloro che m’insultano”.

Commentando le parole di Fabrizio Ferrandelli, che lo ha accusato di fomentare “la cultura del sospetto come aveva fatto con Falcone”, Orlando afferma: “Non voglio replicare a queste affermazioni. Io dico che compito del politico è denunciare le irregolarità. Compito della politica è denunciare i rapporti tra mafia e Stato”.

“Ricordo ancora il mio incontro con il consigliere istruttore Rocco Chinnici – ha aggiunto Orlando – quando condivisi con lui i miei sospetti su coloro i quali avevano armato la mano degli assassini di Mattarella, se non lo avessi fatto non sarei stato a posto con la mia coscienza. Chinnici mi rispose la penso come lei ma io ho bisogno delle prove lei comunque fa bene a denunciare”.

Orlando ha esibito tranquillità di fronte al caos creatosi sul conteggio dei voti: “Quello del governo Lombardo è un pressapochismo fatto sistema: c’è questa novità dell’interpretazione della legge elettorale, con il riconteggio delle schede bianche che potrebbero modificare le percentuali dei consensi. Ma non cambia niente, i voti rimangono gli stessi. Io ne ho pressi 103 mila, in 45 mila hanno votato solo per me, non per la lista. Se io passo dal 47 al 33 per cento, lo stesso vale per gli altri, che diminuiscono le loro percentuali”.

Per Orlando quanto sta succedendo attorno all’interpretazione della nuova legge elettorale, approvata l’anno scorso dall’Assemblea regionale siciliana, “è un vulnus per la democrazia”. “Noi andiamo avanti lo stesso – ha aggiunto – Eventualmente ci sarebbe un problema per i consiglieri comunali, alcune liste che al momento hanno superato lo sbarramento del 5 per cento non sarebbero rappresentate in consiglio, questo sarebbe un vulnus”.

“Ho sentito tutti, si sono complimentati per i 30 mila voti che abbiamo conquistato uno per uno e che rappresentano un risultato straordinario perchè partivo da zero e ho ottenuto 30 mila consensi”. Così Massimo Costa, candidato sindaco di Palermo di Pdl Udc e Grande Sud, che ha ottenuto circa il 13 per cento dei consensi, ha risposto ai cronisti in conferenza stampa che gli chiedevano se avesse sentito i big sponsor dei partiti che sostenevano la sua candidatura. “Al ballottaggio non sosterrò nè Leoluca Orlando, nè Fabrizio Ferrandelli, i miei elettori sono liberi di fare quello che riterranno opportuno”.

“Il nostro è un progetto civico e risultato ottenuto è straordinario, io sono un candidato nuovo che non ha mai fatto politica e che in 30 giorni ha raccolto 30 mila voti. Il dato politico lo devono analizzare i partiti, noi analizziamo il nostro risultato”. “Ho raggiunto un risultato migliore di candidati come Alessandro Aricò e Marianna Caronia, che fanno politica da tempo – ha aggiunto – altri da quando sono nati, distribuendo prebende e clientele. Noi non abbiamo partecipato a queste spartizioni e questo risultato è un punto di partenza”. “Il nostro progetto comincia oggi – ha concluso – resteremo vigili sull’operato della futura amministrazione”. “Continuerò a rappresentare i 30 mila elettori che mi hanno votato, è chiaro che questo patrimonio non sarà disperso. Il progetto civico per la città continua”.