Cent’anni dopo ad unire i cattolici nella politica ci riprova un altro Sturzo, il nipote di don Luigi, Gaspare, affermato magistrato romano, molto vicino all’ambiente ecclesiale, che presenta tutte le qualità intellettuali e la preparazione del famoso zio, il quale, unitamente allo studioso del pensiero sturziano, Eugenio Guccione e a Giovanni Palladino, ha fondato Italiani Liberi e Forti che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta Italia.
Italiani Liberi e Forti sarà presentato ad un gruppo di cattolici agrigentini e amici della società civile nel Salone Parrocchiale di Fontanelle, domani Domenica 24 Giugno alle ore 10.
Con questa iniziativa Gaspare Sturzo, come un tempo aveva fatto lo zio, ha dato una risposta concreta per mettere fine alla dispersione dei cattolici.
Negli ultimi anni in vari settori si è sempre avvertito il bisogno di una partecipazione più unitaria dei cattolici nella vita politica, dopo il fallimento del cosiddetto periodo della diaspora nelle diverse formazioni politiche. Questa diaspora non ha consentito all’Italia di crescere. Infatti, nel Novecento i cattolici si sono distinti soprattutto nel dialogo tra le forze politiche su temi molto caldi e difficili, trovando la giusta soluzione per il bene dell’Italia e per il rispetto della persona umana.
La scelta di chiamarsi ‘Liberi e Forti’ rievoca il famoso appello che nel lontano 1918 don Luigi lanciò dall’Albergo di Santa Chiara in Roma, dove nel recente 18 Gennaio 2012 lo stesso pronipote, Gaspare Sturzo, ha lanciato a tutto il mondo cattolico e alla società civile.
Come il Partito Popolare del 1918, anche Italiani Liberi e Forti si caratterizza per non essere confessionale, ma aperto ai valori umani e al dialogo.
Italiani Liberi e Forti, anche senza fare particolare rumore, in questi mesi si è diffuso in quasi tutti i Comuni della Provincia di Agrigento, trovando accoglienza soprattutto tra professionisti, persone impegnate nel volontariato e nei vari movimenti ecclesiali e parrocchiali.
Italiani Liberi e Forti desidera che le migliori energie che la società civile e la comunità ecclesiale possano oggi scendere attivamente in campo per far risuscitare questa Nazione giunta al collasso etico, politico ed economico.


















