Nel mese di giugno scorso, proprio con questa immagine scattata a chiusura dell’anno didattico, c’eravamo lasciati dietro (o forse è più corretto dire sopra) le spalle il grosso peso di un sistema scolastico che a Favara ha dovuto affrontare la difficile situazione cominciata con la chiusura del plesso “A. Mendola” di via dei Mille e che poi ha condizionato l’intero anno degli alunni, delle loro rispettive famiglie e del relativo personale docente e non.

Si è stati costretti ad accettare e sopportare diversi problemi tuttora da risolvere sparsi un po ovunque in tutti gli edifici scolastici della città. Gli eventi straordinari hanno immerso nel caos anche l’ordinario che non è stato quindi fatto e programmato nei corretti modi.


Adesso l’amministrazione comunale con un capitolato unico derivante dai fondi di compensazione ANAS ha previsto diverse opere di manutenzione da eseguire nelle strutture dei vari istituti comprensivi sorti in città.

Considerata la somma rilevante di 550mila euro, messa a disposizione per l’edilizia scolastica, si dovrebbe trarne un vantaggio solo che propositivo, nell’assicurare quindi un miglioramento della situazione.

Ma il sapere che tali opere serviranno soprattutto (e forse solamente) a far da toppa alle precarie condizioni in cui incombono gli edifici scolastici, fa pensare ad azioni ed interventi atti a continuare a nascondere proprio la continua precarietà.

Noi del Comitato Beni Comuni di Favara vogliamo con questo evidenziare i veri problemi da affrontare e risolvere. Dopo gli interventi appaltati e già avviati, per come dicevamo, con un preventivo di spesa oltre il mezzo milione di euro, avremo poi delle scuole sicure?

Si vuole fare riferimento all’obbligo di rispettare le normative in vigore ormai da diversi anni. Ma a Favara gli edifici scolastici sono previsti di collaudo statico? Hanno tutti il certificato di agibilità? Si è in regola con i certificati di prevenzione incendi? È stata fatta nei vari plessi la valutazione dei rischi nei luoghi di lavoro? Tutte le nostre scuole sono già dotati di un piano di emergenza?

Ricordiamo al nostro Sindaco, prof. Rosario Manganella, che gli “spazi inutilizzati” (per come li ha Lui indicati in una intervista) e cioè gli androni, gli atri e gli ingressi delle scuole che si stanno sfruttando (o meglio dire violentando) per far nascere nuove aule, sono spazi progettati e nati come punto di raccolta necessari per gli eventi straordinari e di emergenza! Non parliamo poi della scarsa attenzione in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche, dove troviamo scivoli e passerelle con pendenze improbabili e scale per accedere ai piani superiori con annessa nessun’altra via alternativa!

Secondo noi bisogna avviare un’indagine nelle scuole tra l’amministrazione e i dirigenti scolastici, affinché possono emergere dati reali che illustrino l’effettiva condizione delle emergenze da affrontare concretamente. Bisogna far partire un monitoraggio continuo per verificare costantemente lo stato dell’arte dell’edilizia e della sicurezza nelle scuole. Questo consentirà di avviare formazione e aggiornamento per i dirigenti scolastici e il corpo docente. L’amministrazione comunale deve sentire il dovere di procedere con un’azione progettuale e di formazione nel dover coinvolgere tutto il mondo scolastico. Creare poi un protocollo d’intesa con Protezione civile, Croce rossa italiana e Vigili del fuoco per creare così azioni concrete e per diffondere la cultura della prevenzione. Un obiettivo essenziale dell’indagine conoscitiva dovrebbe essere quello di acquisire e monitorare i vari fenomeni per poi individuare gli interventi necessari.

Caro Sindaco, l’incontro fatto in questi giorni con i dirigenti scolastici per verificare i disagi e per stabilire le priorità doveva essere programmato prima di bandire la gara d’appalto e non già in corso d’opera! Un tavolo istituzionale predisposto in tempo avrebbe sicuramente pianificato al meglio le azioni e i relativi interventi.

In tutto questo resta il rammarico di non avere nessuna notizia ufficiale in merito al futuro che avrà il plesso Mendola; dichiarato inagibile è stato definitivamente chiuso il 12 ottobre di un anno fa; lo stabile risulta oggi abbandonato a se stesso, in balia dei vandali, come già è successo a tante altre strutture di Favara.

L’amministrazione ha pensato bene a risolvere la carenza di aule, scaturito dal fatto che la scuola di via dei Mille non esiste più (!!?), facendo cosa!? Utilizzando “spazi vuoti” nei plessi preesistenti per creare così nuove stanze, forse abusive (!!?)… ma per il Sindaco e la sua Giunta va bene così. Importante è potere affermare che a partire da quest’anno anche a Favara ci saranno gli istituti comprensivi, tutto il resto è solo contorno. Lasciamo perdere quindi le palestre che mancano, le mense scolastiche che non ci sono, ché questo è cosa da prendere in considerazione dopo tutto ciò che viene prima…; tipo la cabina elettrica installata dentro la scuola di via Olanda (operazione resa necessaria per potere dare agio all’Enel nel dover fornire il nuovo allaccio alla Caserma dei Carabinieri da inaugurare), è cosa molto più urgente e che fa capire ciò che veramente si fa e non si fa a Favara, in un paese dove si fa finta e non si fa finta di niente e di tutto!

Ci sembra d’obbligo terminare questa lettera nel dare voce ad alcune parole di un insegnante della scuola. Parole che condividiamo in pieno, nella speranza d’una Favara migliore:

“Sventrata la recinzione della scuola Falcone Borsellino di Favara”. Si, perché i trattori ne hanno

buttato giù un pezzo. Nessuno si è accorto che ogni sbarra ha un colore e che tutte insieme ripetono l’armonia dell’arcobaleno. Così hanno scelto di dipingerlo qualche anno fa i nostri alunni. Un modo per segnalare un limite al di là del quale vi è la scuola, luogo di studio e di crescita nei sani valori. Oggi quel sito è stato profanato. A chi ha giustamente protestato è stato risposto:”ci prendiamo poco spazio, non ci saranno problemi della palestra che verrà, la centrale non fa male, e se fa male la toglieremo”. Questo è il volto triste delle istituzioni. Ci fa soffrire dirlo, ma è così. Quando le istituzioni mostrano superficialità, ipocrisia, arroganza per il bene comune ci indigna e

non si può tacere.

Grazie Sindaco per la cabina elettrica sorta dentro la scuola e grazie anticipatamente per la palestra che verrà.

Il Comitato Beni Comuni di Favara

Il coordinatore Massimo Centineo