Ricordarsi dei mesi caldi della crisi economica e del comportamento verso i cittadini dei politici e dei tecnici al governo, cioè di quelli che la sera vedono la luce in fondo al tunnel e la mattina seguente parlano di autunno italiano drammatico. Quando la verità è una sola: grazie alla mancata regolamentazione dei “Mercati” da parte dei governi, il capitalismo finanziario ha imposto definitivamente la sua volontà. Un’imposizione di pochi senza volto a danno di tanti in carne ed ossa e degli Stati resi non più sovrani (per loro lodo) e liberi solo di tartassare i loro popoli. Aggiungo anche le mancate scelte strategiche per innescare una qualche svolta positiva, ed ecco che diventano profetiche anche le parole della Banca d’Italia: “Le prospettive future non sono rassicuranti e se l’Italia non si muove subito potrebbe perdere l’occasione della ripresa nel 2013”. Ma chi si dovrebbe muovere? Chi governa è impastato della stessa farina liberista della finanza e i politici sono troppo affaccendati a pensare come appoggiare il loro sedere sugli scranni del Senato e della Camera anche per i prossimi 5 anni.
-Ricordarsi dei governi siciliani e relativi politici che dello Statuto Autonomo ne hanno fatto solo uno strumento a loro uso e consumo, bruciato milioni di euro dei fondi europei, intrallazzato e vivacchiato a turno nella mangiatoia regionale e senza nulla di buono mai concludere, ma legiferato maldestramente soprattutto sui servizi ai cittadini: privatizzazione acqua e smaltimento rifiuti (ATO) che sono risultati solo dei carrozzoni mangiasoldi, magari utili alla servitù politica per consensi elettorali ed oggi totalmente allo sbando, falliti completamente. Tant’è che, nonostante abbiano acquistato beni immobili, dicono non essere in grado di pagare gli operai. Il perché non hanno subito mandato a casa i consigli di amministrazione e gli inutili commissari non si è ancora capito, o forse si capisce benissimo.
-Ricordarsi della Presidenza della Provincia regionale e di tutto il suo vasto contorno: ente utilizzato solo per una turnista alternanza alle varie poltrone, per l’addizionale sulle assicurazioni dei cittadini e sul nulla di costruttivo. E ricordarsi pure di quei Sindaci e loro lacchè che brindavano felici nei loro Comuni al momento delle privatizzazioni dei servizi pubblici, però nel momento in cui il servizio diveniva sempre più esoso, costoro non scappavano dalla vergogna e nemmeno si dimettevano. Semplicemente e con faccia tosta, sapevano solo aumentare la tariffa comunale ai loro concittadini, mettendo pure in difficoltà gli altri sindaci che non sono mai stati contenti di privatizzare i servizi comunali. Di tanti altri dovrò senz’altro ricordarmi, ma principalmente di costoro al momento del voto!

Salvatore Ferrara