La rinascita dell’Italia e della sua economia passa da un oggetto che è connaturato alla storia degli ultimi 100 anni della nostra Nazione: la moto. Lo testimoniano gli oltre 500 mila visitatori dell’EICMA, il Salone del Motociclo che ha avuto luogo a Milano negli scorsi giorni e che ha consacrato definitivamente il predominio del prodotto “Made in Italy”. Un predominio che non è fatto solo da quelli che sono storicamente i valori aggiunti delle nostre aziende, ossia il design e la qualità della finitura, ma anche e soprattutto dalle prestazioni ed dalla tecnologia raffinata che le rende l’orgoglio dell’industria nazionale.

Le aziende Italiane sono state tutte impegnate in prima linea nel campo dell’innovazione, perchè solo l’innovazione può dare la spinta per uscire dal tunnel. E l’industria della moto italiana è in qualche modo impegnata ad anticipare la rinascita del nostro paese: come dimenticare il ruolo trainante della Vespa che nel secondo dopoguerra mise gli italiani in movimento…


Ovviamente il “Made in Italy” nel settore delle due ruote non è rappresentato dalla sola produzione motociclistica: accessori, abbigliamento specialistico, caschi e protezioni, parti di ricambio e speciali, lubrificanti e tanto altro animano una miriade di aziende grandi e piccole creando un indotto che non ha riscontro in altre nazioni.

Ma quali sono state le protagoniste dell’EICMA?

Intanto la protagonista principale è stata innegabilmente la MV AGUSTA, storico marchio dal passato sportivo eccezionale (come dimenticare le imprese del mitico Agostini?) che ha presentato una gamma totalmente rinnovata e che con la sua “Rivale 800” ha conquistato l’ambìto riconoscimento di “Moto più bella dell’EICMA”. La sconvolgente “naked” è stata accompagnata dalle gettonatissime sorelle F4 1000, Brutale 800 e Brutale 1090.

Ma anche il gruppo Piaggio ha suscitato grande interesse con i suoi marchi storici: a partire dalla Moto Guzzi che con la “California 1400 Touring” ha mandato in sollucchero gli appassionati delle grandi stradiste dopo aver colto nel segno con le sue “cafè racer” V7 durante le esposizioni degli scorsi anni. Un compendio di tecnica sofisticata vestito di un abito pieno di riferimenti al suo glorioso passato. Il suo 1400 monoalbero è un motore senza confronti per comfort, dolcezza nell’erogazione e coppia motrice.

Anche Aprilia, fresca vincitrice del campionato mondiale Superbike con un evergreen come Max Biaggi (ma lo aveva già vinto nel 2010, al suo debutto), ha arricchito il salone con una rinnovata RSV4, la più ricercata dagli specialisti della pista, e contemporaneamente strizzando l’occhio ai grandi viaggiatori con la nuova Capo Nord 1200, ricca di innovativi spunti tecnologici come il ride-by-wire, le sospensioni elettroniche e l’ABS adattivo. Anche Ducati, storico marchio bolognese, si presenta al salone con la sua rinnovata Multistrada, nuova regina delle enduro stradali e ricca di contenuti tecnici, e con l’agile e grintosa Hypermotard, alla ricerca delle conferme nel segmento di appartenenza. C’è poi la varesina Husqvarna, dall’impronunciabile nome svedese ma sfornata nello stabilimento di Cassinetto di Biandronno, che propone novità di rilievo nella fascia delle moto tuttoterreno con “Strada”, una leggera ed agile motard, e “Terra”, una enduro solida e robusta che può contare sull’esperienza della bavarese BMW per il suo know how tecnologico. Inoltre la sua sconcertante “Nuda 900” viene proposta con l’ABS opzionale.

Anche le “minori” Fantic Motor, TM, Benelli, si presentano con una miriade di novità per le quali non possiamo che rimandarvi ai siti aziendali. E destano sempre grande scalpore i prodotti delle “speciali” Headbanger, CR&S, Bimota e di tanti altri piccoli ma dinamici artigiani esperti di modifiche e customizzazioni.

Le aziende italiane sono pronte a ripartire, ad armi affilate, per cogliere le sfide nei mercati mondiali. Hanno fatto al meglio la loro parte per creare i presupposti per il rilancio di questo importante settore dell’economia. Ora la palla non può che passare al Governo al quale spetta di mettere in atto, e subito, un piano di spinta fatto di incentivi al mercato senza tuttavia drogarlo: sono necessarie azioni strutturali per favorire la ripresa industriale e ridare coraggio ad un settore martoriato da una crisi senza precedenti ma anche dal caro-benzina, dal caro-assicurazione e dalla concorrenza asiatica. E noi appassionati delle moto “Made in Italy” ci contiamo davvero…