Ancora tre partite per salvare capra e cavoli. Il Canicattì dovrà superare la prova del nove costituita dalle due trasferte di Carini e Dattilo, intervallate dalla gara interna con Atletico Corleone. All’indomani della sconfitta interna con la vice capolista Sciacca, il presidente del Canicattì, Mimmo Avarello, ha dato un ultimatum a squadra e allenatore. Poi, se non dovessero arrivare i risultati, con l’apertura del mercato di riparazione (apertura 2 dicembre), potrebbero cambiare diverse cose. «Sul piano dell’impegno non ho nulla da rimproverare ai ragazzi – afferma il massimo dirigenti canicattinese -. Anche questa volta siamo stati poco fortunati: una traversa colpita, un gol regolare annullato e tante altre occasioni buttate alle ortiche». Allora presidente perché l’allenatore è in discussione? «Perché alla base di questa sconfitta – afferma Avarello – ci sono anche delle responsabilità tecnico-tattiche, all’inizio alla fine». Come dire al presidente non sono piaciute alcune scelte fatte dall’allenatore Alberto Licata in merito alla formazione mandata in campo contro lo Sciacca e le sostituzioni in corso d’opera. «Un vecchio detto nel calcio – afferma Avarello – recita: squadra che vince non si cambia. E a Favara una settimana prima avevamo fatto una grande partita. Non c’era quindi la necessità di cambiare». Il presidente per cercare di dare una scossa alla squadra, non solo ha concesso le prossime tre partite per operare il riscatto ma deciso anche di congelare il rimborso spese per giocatori e allenatore.