Per molti, al giorno d’oggi, studiare o lavorare all’estero non è più solo un’opzione, ma una necessità. Le motivazioni sono soprattutto di carattere occupazionale. La crisi ha fatto crescere in maniera considerevole il numero di giovani che si sono rivolti ai vari progetti promossi in ambito nazionale e internazionale per varcare i confini nazionali e gettarsi in una nuova cultura.
Conoscere una nuova cultura e una nuova lingua permette di moltiplicare le proprie competenze spendibili sul mondo del lavoro e ampliare il proprio mercato ben oltre i propri confini nazionali. Molti, infatti, sono gli esempi di successo di ragazzi che, approfittando di progetti ministeriali, borse di studio e scambi interculturali, hanno poi deciso di rimanere all’estero e sfruttare le proprie competenze nel nuovo mercato con cui sono venuti a contatto.
Sempre più spesso, però, gioca un ruolo fondamentale una conoscenza pregressa della lingua straniera. Le scuole si sono attrezzate, cercando di insegnare soprattutto le lingue della globalizzazione con corsi curricolari e corsi privati a pagamento. La nuova frontiera per chi ha dimestichezza con i mezzi informatici, tuttavia, sono i corsi di lingua online.
I motivi per imparare una lingua online sono molteplici. Il cosiddetto “e-learning” ha le stesse caratteristiche dei corsi frontali, ma riduce di gran lunga il rapporto qualità-tempo di apprendimento consentendo lezioni personalizzate in qualunque momento . Inoltre, le lezioni online sono spesso raccolte in un database che ne permette una nuova consultazione e quindi la revisione immediata delle proprie conoscenze linguistiche.
I vantaggi di parlare più lingue, oltre che professionali, sono anche e soprattutto personali. Le frontiere, ha scritto il sociologo Zygmunt Bauman, sono “terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità”.


















