Parole cordiali ma taglienti, toni che non lasciano presagire nulla di buono all’orizzionte. Il quadro politico regionale, poche settimane dopo il voto, sembra lacerato dai dissidi interni alla coalizione che ha eletto il governatore. E’ bastato confrontarsi su dati di fatto e non più sulle chiacchiere della campagna elettorale. Il voto dei vice segretari oggi sembra aver segnato il solco tra i due, che si punzecchiano a distanza.
“Non pensavo che Crocetta si sottraesse al confronto per chiarire perchè non ha votato la candidata del Pd Mariella Maggio alla vice presidenza dell’Ars, come hanno ammesso pubblicamente i suoi stessi deputati dopo il voto, preferendo l’inciucio con il Movimento Cinque Stelle e il Pds di Lombardo per eleggere Venturino e il questore Oddo, che ha certamente ricevuto i voti di questa strana ammucchiata” ha detto Lupo replicando a Crocetta.
“Peraltro – aggiunge il segretario del Pd siciliano – correggo Crocetta: si informi, il primo partito all’Ars è il Pd che conta 17 deputati e non il Movimento Cinque Stelle che ha rifiutato l’intesa istituzionale candidando un suo deputato alla presidenza dell’Ars in alternativa ad Ardizzone”.
Il segretario del Pd sottolinea che “Mariella Maggio era esclusivamente la candidata della coalizione che ha eletto Crocetta e non c’entra nulla il Pdl che ha votato Pogliese. Credo che un chiarimento sia necessario – conclude Lupo – perchè abbiamo vinto le elezioni e abbiamo il dovere di lavorare insieme per il bene della Sicilia. Mi auguro che nei prossimi giorni questo chiarimento possa avvenire”.
Nel pomeriggio, da Catania, durante la giunta informale a Librino, Crocetta era stato lapidario: “Ho la massima apertura nei confronti di tutti e voglio rispettare tutte le forze politiche e le loro idee. Non consentirò però che ci sia una ‘conventio ad excludendum’ nei confronti di nessuno. Lupo si chiarisca con i partiti. Con me che deve chiarire? Non ho questo problema. Non è vero che non abbiamo appoggiato la Maggio. Non capisco come il maggiore partito che c’e all’Assemblea, il Movimento Cinque Stelle, in un accordo istituzionale doveva essere escluso dalla rappresentanza. Tutto questo mi pare profondamente antidemocratico e senza senso politico tra l’altro. Lì invece c’era un disegno, un accordo Pd-Udc-Pdl che io trovo, quello sì, veramente un inciucio inspiegabile”.
“Una cosa – ha proseguito il presidente della Regione – è che si fa l’accordo con tutte le forze politiche, una cosa è che si preveda un asse tra la sinistra e la destra che avrebbe esasperato la situazione del governo. In ogni caso, visto che sono il presidente della Regione non pretendo di decidere, perchè la democrazia ha un senso, ma neppure non mi si può invitare alle riunioni del gruppo e comunicarmi le decisioni come se il mio parere non contasse. Gradirei anche più rispetto…”.


















