E’ sotto gli occhi di tutti la circostanza delle notizie giornalmente diffuse dagli organi preposti all’informazione(giornali,tv,web e quant’altro)circa l’uso”improprio” del denaro versato dai contribuenti italiani che,anziché essere devoluto per assicurare servizi più efficienti in favore della collettività,gonfia,al contrario,sempre più il portafoglio di coloro che,in ragione degli incarichi rivestiti,ne possono liberamente disporre e ciò in barba alle più elementari norme dettate dai codici vigenti(civile e penale).

Spiace evidenziare come oggigiorno sia divenuto fatto quasi usuale,data la ricorrenza giornaliera,sentire notizie di cronaca riferenti casi di concussione,di corruzione e/o di appropriazione indebita perpetrati non solamente da personaggi politici,dai piccoli consiglieri di uno sperduto paesino del Paese a quelli che manovrano nelle “stanze dei bottoni” e che siedono nei più alti scranni del Parlamento,ma anche da funzionari della P.A.(Prefetti della Repubblica etc,etc) senza,peraltro,essere perseguiti come ,invece,avviene per il piccolo ladro di polli e/o di quel cristo che è costretto a rubare talora per sfamare i propri figli. E tutto ciò si verifica per di più in un particolare e delicato momento caratterizzato da una crisi di cosi vaste proporzioni la cui fine appare alquanto lontana.


Allora sorge spontanea la domanda circa la fine di tutti i valori che,in passato,sono state inculcati nell’animo delle generazioni ,passate e recenti,sulla base di rigidi precetti giuridici,etici e religiosi,tipo il rispetto della legalità,l’onestà,la fedeltà e quant’altro che hanno da sempre costituito l’asse portante di una ordinata e sana convivenza sociale e politica.

Dai fatti su descritti ne discende l’ovvia risposta che nel nostro Paese,in passato definito giustamente la patria del diritto,è appunto il diritto che viene quotidianamente vilipeso,calpestato ed offeso.

Sì offeso, perché fatti di tale specie suonano offesa per chi stenta ad arrivare alla fine del mese dovendo pagare le tasse più alte al mondo senza avere in contropartita,come sarebbe giusto,la fornitura dei servizi più essenziali con l’aggravante che viene per giunta preso in giro perché tutto ciò avviene per il”bene del Paese”.

Certo in atto sono ben lontani i tempi e inesistenti le persone che,ispirandosi ai predetti principi,”salivano in politica”al solo fine di mettersi al servizio della collettività per migliorarne le condizioni di vita ed assicurarne un avvenire migliore(ma questo fa parte del passato)!

Scendendo negli avvenimenti di questi giorni,peraltro,non si intravedono segnali di cambiamento perché,con le elezioni oramai alle porte,stante i toni accesi e litigiosi della campagna elettorale e dei personaggi in corsa ,che sono sempre i”soliti”intramontabili edanche riciclati,non si può ben sperare anzi ci si deve aspettare,oltre ad altre tassazioni,a carico dei più deboli,una situazione di ingovernabilità mai verificatasi sia nella prima che nella seconda Repubblica alla luce sia della scomparsa dei c.d partiti tradizionali che della nascita di tanti partitini essenzialmente personali che,oltre a creare tanta confusione,contribuiranno a far disertare le urne arretrando sempre più il Paese ed aggravandone la situazione economico-finanziaria oltre alla perdita di credibilità agli occhi del mondo intero.

Si profila,a mio modesto avviso,un avvenire molto nebuloso e direi pernicioso specie per i giovani senza lavoro e senza avvenire oramai all’orlo del collasso mentre i nostri governanti,i cui privilegi non si toccano,continuano indisturbati a guazzare nell’oro.

Ma tant’è; questa è l’Italietta che il nostro popolo “sovrano” si merita se continua ad aver fiducia a personaggi di tale risma! ma spero sinceramente di sbagliarmi perché a tutt’oggi la nostra Italia,come ai tempi di Dante,è” una nave senza nocchiero in gran tempesta” nella quale nessuno si salva.

Salvatore Curcio