La Camera del Lavoro di Canicattì comunica a tutta la cittadinanza che, nei locali di Corso Umberto I°, è possibile aderire alla raccolta firme per una legge regionale sul diritto allo studio, possono aderire alla petizione tutti i cittadini purchè provvisti di documento di riconoscimento
L’articolo 34 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “…I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”
Ben 35 anni fa, il 24 luglio 1977, il D.P.R. 616, un decreto emesso dal Presidente della Repubblica, delegava alle regioni italiane la competenza in materia d’istruzione e assegnava loro anche il compito di dotarsi di leggi per disciplinare il diritto allo studio. In alcuni casi questo non è avvenuto come è successo, ad esempio, in Sicilia, dove la Regione non ha ancora approvato una legge regionale organica in materia, determinando in questo modo disomogeneità e diseconomie degli interventi, oltre che un’insufficiente e inadeguata integrazione degli studenti bisognosi e privi di mezzi. Tuttavia essendo un diritto sancito costituzionalmente e quindi rivolto a tutti i cittadini è compito dello Stato definire criteri minimi per garantire l’accesso al sapere a tutti gli individui.
In Sicilia però non esiste nessun provvedimento legislativo che parli di istruzione superiore e faccia riferimento al diritto allo studio e ne è conseguenza lo stato di totale inadeguatezza e abbandono del sistema scolastico locale.
In una regione dove 9 edifici scolastici su 10 non sono a norma e il 52% sono in stato di pericolo, dove non esiste un valido ed economico sistema di trasporti con agevolazioni agli studenti, dove non è mai stato implementato un solido piano di welfare studentesco e soprattutto dove la dispersione scolastica raggiunge picchi del 30% c’è la necessità di un profondo cambio di rotta in materia di investimenti. Un territorio come la Sicilia, pieno di disagi e profondamente colpito dalla crisi economica che sta imperversando nel nostro Paese, solo ripartendo dagli studenti e quindi dalla pubblica istruzione e dalla cultura può sperare di riprendersi.
Di fronte a questo vuoto legislativo la Rete degli Studenti Medi Sicilia, la FLC CGIL Sicilia e la CGIL Sicilia rivendicano la necessità immediata di una presa in carico del problema da parte del governo regionale e hanno avviato in tutta l’isola una raccolta di firme per avanzare alla giunta Crocetta la richiesta di apertura di un tavolo nel quale si avvii un confronto ampio e si elabori un disegno di legge da sottoporre al nuovo Parlamento regionale.












