Riceviamo e pubblichiamo una nota, inviataci dal Consigliere comunale, Fabio Di Benedetto, riguardante la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale straordinario inerente : “Discussione e proposte di azioni per una gestione efficace delle risorse umane – Revisione della spesa per il personale – Violazione norme regolamentari (Testo Unico del Personale Dipendente)”.
Oggetto:
I sottoscritti Consiglieri Comunali nell’ambito delle proprie prerogative di indirizzo e di controllo politico amministrativo, ritengono doveroso ed indifferibile discutere sulle problematiche inerenti l’argomento di cui all’oggetto, alla luce delle nuove norme in materia.
Premesso che
• molti dipendenti che coltivano ancora il senso del dovere ci espongono, sempre con maggiore insistenza, che nel nostro Comune a causa della carenza politica (Amministrazione Comunale) e di quella gestionale (I Dirigenti) riferita alla gestione delle risorse umane, si assiste a scelte e comportamenti assurdi, tendenti, spesso, a scoraggiare quanti consapevoli delle loro competenze vogliono svolgere al meglio i loro compiti.
• tale situazione sicuramente disincentivante si riflette negativamente sui servizi da rendere ai cittadini.
• a riguardo, in questi anni, il Consiglio Comunale, in più occasioni, si è rivolto al Sindaco e ai Dirigenti per mettere mano alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi, al fine di favorire processi di razionalizzazione e riorganizzazione delle attività, mirate al raggiungimento di precisi obbiettivi di produttività e di qualità. L’argomento, purtroppo, non ha avuto la particolare attenzione che richiederebbe, con il risultato che nessuna azione è stata intrapresa.
Accertato che
• a seguito della segnalazione dei revisori, la Corte dei Conti ha censurato il Comune di Canicattì per avere superato il tetto delle spese per il personale dipendente per gli anni 2009, 2010 e 2011;
• anche per effetto di tale situazione l’Ente viene classificato come strutturalmente deficitario, con tutte le conseguenze del caso;
• precise norme di legge dal gennaio 2011 agli Enti che superano il 40% della spesa per il personale, non è consentito effettuare qualsivoglia assunzione di personale di qualsiasi categoria;
• nonostante tutto il Sindaco, nel corso del 2011, illegittimamente, attraverso procedure di dubbia regolarità giuridica e contabile, procedeva a sottoscrivere tre contratti di assunzione con qualifica dirigenziale, con l’aggravante che chi doveva verificare la compatibilità della spesa e rilasciare il parere di regolarità contabile risultava essere uno degli assunti;
Tenuto conto che
• in data 25/09/2012 il CSA con nota prot. Nr. 42204 a firma del suo coordinatore provinciale invitava l’Amministrazione a:
1. “ricondurre la gestione burocratica del Comune ad agire legittimo” denunciando nel contempo che la Giunta non ha ritenuto opportuno inviare agli organi inquirenti atti che avrebbero rilevanza penale;
2. Di avere gestito assieme ai Dirigenti in maniera clientelare il fondo efficienza servizi (FES);
3. Di avere violato le norme che regolano la spesa per il personale e denunciato la dubbia regolarità tecnica giuridica e contabile delle assunzioni dei Dirigenti, elargendo illegittimamente a quest’ultimi indennità di posizione e di risultato;
Preso atto che
• il CSA contesta all’Amministrazione di avere assecondato l’emanazione di provvedimenti poco rispettosi della legalità, quale quelli che in violazioni a precise norme di legge e regolamenti attribuiscono il ruolo di Vice dirigenti e Vice segretario;
• le superiori decisioni, slegate a concetti non procrastinabili di rideterminazione della dotazione organica e la riorganizzazione degli uffici e dei servizi, vengono interpretate come scelte arbitrarie e clientelari con il solo risultato di aggravare la spesa pubblica;
Apprezzato che un sindacato in ordine alla gestione del personale, denuncia responsabilmente la mancanza di un efficace azione di coordinamento da parte dell’Amministrazione Comunale, e dell’apparato burocratico (tutto proteso al raggiungimento di virtuali e fantasiosi obbiettivi lautamente retribuiti grazie alla complicità di nuclei di valutazione compiacenti);
Constatato che tale condizione determina di fatto che dipendenti di diversi uffici sono giornalmente oberati di lavoro mentre decine di altri, senza carico di lavoro, vagano abitualmente finendo per non annoiarsi a dissertare sui segreti dell’arte culinaria oppure consultare internet per tenersi aggiornati sugli accadimenti giornalieri, con i servizi da rendere ai cittadini puntualmente disattesi.
Vista la legge nr. 135 del 07/08/2012 con la quale vengono dettate le linee guida per la revisione della spesa pubblica senza incidere sui servizi da assicurare ai cittadini e che impone azioni per una gestione efficace delle risorse umane.
Ritenuto che
• per effetto di tale norma il nostro comune non può più consentirsi:
a) di assegnare all’ufficio personale ben 10 impiegati (compreso le tre unità che si occupano di stipendi);
b) che almeno una decina di dipendenti si occupano di protocollo (ben 5 nella sola I Direzione, negli Uffici allocati nella sede centrale) con carichi di lavoro risibili che non possono dirsi improntati alla economicità, all’efficacia e all’efficienza.
c) che l’ufficio elettorale si componga di ben 7 unità anche in periodi lontani a scadenze elettorali;
d) che nella II Direzione, con una dotazione di circa 40 unità, servizi importanti come quello dei tributi, in particolare gli uffici IMU-TARSU, sono tenuti con pochissimo personale, al contrario di altri servizi che per lo scarso carico di lavoro, gli addetti debbano inventarsi come passare le giornate.
e) che servizi importanti come il SUAP, nonostante la presenza di diversi addetti, in questi anni ha eseguito un lavoro di routine, in luogo di quello che avrebbe dovuto favorire ed incentivare le attività produttive quali l’artigianato, il commercio, l’agricoltura e di tutte le attività che favoriscono lo sviluppo economico.
f) che presso la III Direzione, nonostante vengano impiegate decine di unità, si sviluppa un lavoro che si limita allo svolgimento dell’ordinaria amministrazione, ricorrendo spesso a tecnici esterni che non concludono in modo efficace il lavoro loro assegnato, come nel caso delle pratiche di condono edilizio, a migliaia ancore inevase. Con il settore urbanistico che non risulta qualitativamente adeguato all’esigenza manifestata dalla cittadinanza.
g) Sempre nella Direzione III assistiamo che non si approvano i piani di lottizzazione presentati dai privati, non si assegnano le aree alle cooperative edilizie, non si approvano piani costruttivi, non si incentiva la costruzione di complessi produttivi.
Ritenuto, pertanto, che gli esempi di gestione dissennata delle risorse umane, prima attenzionate, impongono una discussione articolata ed esaustiva in Consiglio Comunale, si confida nella lungimiranza dei Colleghi Consiglieri per impegnare l’Amministrazione Comunale ad assumere tutte le determinazioni utili nel rispetto delle norme regolamentari ed di legge.
Non va sottaciuta, inoltre, l’esigenza di mettere fine alla violazione sistematica, da parte di taluni dipendenti, della flessibilità dell’orario di servizio e dell’improprio diritto l buono pasto.
I predetti istituti, ancorchè previsti dal contratto di lavoro e abusati, sfacciatamente, grazie alla compiacenza dei responsabili della gestione.
Al fine di fare chiarezza sull’argomento si sottolinea che il testo Unico del Regolamento vigente per il Personale Dipendente del Comune di Canicattì (approvato dalla C.S. con i poteri della Giunta con delibera nr. 43/2006) gli art. 72, 73 e 82 stabiliscono quanto segue
ART. 72
FLESSIBILITA’ – ORARIO DI SERVIZIO – ORARIO RIDOTTO – BANCA DELLE ORE
1) L’istituto della flessibilità dell’orario di servizio come segue:
Entrata Uscita
Tutti i giorni Antimeridiana: dalle ore 8.00 alle ore 8.30 Uscita alle ore 14.00
Pomeridiana: dalle ore 14.30 alle ore 15.30 dalle ore 18.00 alle ore 19.00
2. II rientro pomeridiano prevede la prestazione di 30 minuti di servizio aggiuntivo, oltre il normale orario, per consentire l’accumulo previsto dalla Banca delle Ore.
3. I ritardi accumulati sull’entrata antimeridiana, rientranti nell’arco della flessibilità, dovranno essere recuperati il1° mercoledì del mese successivo, mediante rientro di 3 ore in un’unica giornata per tutti i dipendenti.
4. Qualora nell’arco del mese il dipendente non accumulasse 3 ore di ritardo, il recupero verrà spostato al mercoledì del mese successivo, in modo da prestare sempre 3 ore di servizio.
5. Il ritardo nell’entrata pomeridiana sarà recuperato nella stessa giornata.
6. L’entrata oltre l’orario autorizzato con la flessibilità comporterà la ritenuta sulla retribuzione del mese successivo di 15 minuti per il ritardo da l a 15 minuti, di 30 minuti dal 16° al 30° minuto e così via.
7. Eventuali carenze orarie del dipendente, risultanti dalla compensazione della Banca delle ore, potranno essere recuperate con rientri pomeridiani aggiuntivi da effettuarsi entro il 31 dicembre di ogni anno.
8. Eventuali debiti orari residui non recuperati entro tale data e non determinati da cause di forza maggiore o indipendenti dalla volontà del dipendente, saranno oggetto di ritenuta sulla retribuzione.
9. SOSPENDERE i rientri pomeridiani nei mesi di luglio e agosto.
10. MEZZORARIO – Istituire l’orario cosiddetto mezzo orario nei giorni di vigilia delle festività civili e religiose maggiormente sentite così come appresso indicate:
a. Vigilia di Natale – Capodanno – Ferragosto e Commemorazione dei defunti:
b. Uscita alle ore 12,00 se ricade di lunedì – mercoledì e venerdì.
c. Non rientro pomeridiano se rientrano di martedì e giovedì.
d. Venerdì Santo uscita ore 12,00
e. Carnevale non rientro pomeridiano.
11. ISTITUIRE la Banca delle Ore per la compensazione della carenza oraria estiva e di quella afferente l’orario ridotto in occasione di festività.
ART. 73
BUONO PASTO SOSTITUTIVO DEL SERVIZIO DI MENSA
1. I dipendenti che effettuano orario di lavoro con rientro pomeridiano o serale, a completamento del debito orario, o il cui turno di lavoro comprenda la necessità della pausa per la consumazione del pasto, purchè siano soddisfatte le condizioni di cui all’art. 45, comma 2 del C.C.N.L. 14.09.2000 e s.m.i., hanno titolo ad un buono pasto sostitutivo del servizio mensa per ogni giornata lavorata di complessive otto ore giornaliere.
2. La disciplina di cui al comma 1 si applica anche al personale impegnato in lavoro straordinario, progetti speciali o piani di miglioramento dei servizi.
3.La fruizione di permessi personali, comunque denominati, di durata non superiore a trenta minuti non pregiudica il diritto del dipendente alla fruizione del buono pasto.
ART. 82
DIRITTO AL BUONO PASTO
1. In presenza dei presupposti di fatto di cui agli artt. 45 e 46 del CCNL 14.9.2000 e s.m.i., nonché in assenza di specifica disposizione negoziale impeditiva, ai dipendenti di cui all’ art. 75 è erogato il buono pasto alla stessa stregua degli altri dipendenti.
2. La relativa fruizione è disciplinata dalle disposizioni di cui all’art. 73 del presente regolamento.
Viene segnalato ripetutamente che i superiori articoli vengono minuziosamente applicati per quei dipendenti che non intendono barattare la loro dignità e fanno sempre il loro dovere, ed interpretati, invece, per tanti altri collusi e disponibili con il potere politico burocratico dell’Ente.
Fa specie a tal proposito che l’Ufficio Risorse Umane non si rende conto che l’istituto della flessibilità riferiti all’entrata ed all’uscita, alle timbrature ai recuperi al ricorso alla banca delle Ore e il diritto al buono pasto vengono abusati e gestiti in maniera anomala; assai grave sarebbe e per ciò censurabile sotto l’aspetto legale se tra i dipendenti che non osservano le norme citate ci fossero componenti l’ufficio preposto al controllo, giusto come previsto nella disposizione di servizio del 27 giugno 2012 prot. Nr. 30307 a firma del Segretario Generale.
A riguardo si rappresenta come diverse disposizioni, a firma del Segretario Generale, che dettano misure organizzative concernenti l’articolazione dell’orario di lavoro, flessibilità e recuperi del personale – misure organizzative generali per la verifica della presenza in servizio del personale dipendente – Razionalizzazione e revisione della Spesa giusta determinazione dirigenziale 1074 sono regolarmente disattesi dalla burocrazia comunale.
Ne consegue che l’ inerzia da parte dei Dirigenti nel fare applicare norme di sana ed efficiente gestione, potrebbe implicare l’ insorgere di danno erariale suscettibile di generare responsabilità amministrative.
A tal proposito i consiglieri comunali proponenti ritengono doveroso che il consesso cittadino proceda ad approfondire se l’ amministrazione rispetta le linee guida per la revisione della spesa per il personale prevista dalla legge 135 del 7/8/2012 ( spending rewew ) e nello specifico come vengono impegnate le risorse di cui all’art.15 del CCNL , volte ad erogare compensi diretti ad incentivare la produttività ed il miglioramento dei servizi.
A riguardo la G.M. a chiusura dell’esercizio 2012 ha provveduto ad approvare progetti obbiettivi finalizzati a migliorare la produttività ai sensi dell’RT. 17 Comma 2 del ccnl 01/04/1999 che ancorchè formalmente rispettosi delle norme nei fatti si traducono nelle distribuzione a pioggia di risorse economiche distratte dalle finalità cui sono normativamente destinate, creando grave pregiudizio a carico dell’ erario comunale.
I citati progetti, infatti, non realizzano” nessun valore aggiunto o elemento di innovazione rispetto agli standards ordinari allo scopo dei risultati da raggiungere cosi come prevede la legge.”
Infine, i consiglieri comunali intendono conoscere in forza di quale atto il Segretario Generale continua a svolgere il proprio servizio nel nostro comune, ed approfondire la legittima ratifica degli atti deliberativi, tenuto conto che in data 19/12/2012 lo stesso ha preso servizio presso il comune di Enna in sostituzione della Dr.ssa Maria Angela Caponnetti.
Per tutto quanto sopra si chiede al Presidente del Consiglio la convocazione del consessso cittadino in seduta aperta per audire le r.s.u. e di dibattere i problemi avanti richiamati.
I consiglieri proponenti, infine, si impegnano a presentare subito dopo l’ audizione dei sindacati apposito atto di indirizzo per l’ amministrazione per sottoporlo al voto del consiglio Comunale.
Il Capogruppo del PDL
Fabio Di Benedetto
Il Capogruppo di Canicatti
Prima di Tutto Giuseppe Milioti


















