Una nuova ondata di freddo arriverà da dopo domani 15 marzo in Sicilia. Il gelo siberiano che sta imperversando in Europa, con  tempeste di neve e temperature polari su gran parte del continente, nelle prossime ore supererà i Pirenei arrivando prima sulla Spagna e poi da lì sul nord Africa e nel Mediterraneo occidentale, da dove raggiungerà la Penisola nella giornata di  domani giovedì 14 marzo. Previsti nuovamente forti venti di maestrale in Sardegna e Sicilia con raffiche di oltre 120km/h.

I giorni più freddi saranno venerdì 15 e sabato 16, con temperature molto basse in tutt’Italia. Il maltempo imperverserà al Sud dove venerdì sono previste nevicate anche abbondanti fino a bassa quota, in modo particolare tra Calabria e Sicilia, dove le precipitazioni saranno abbondanti. Sabato, poi, ci sarà un miglioramento della situazione meteo.


Il weekend sarà tipico del mese di marzo, dal clima molto variabile, tanto che sabato sarà freddo ma soleggiato su gran parte d’Italia, con ampie schiarite ma ancora venti tesi di tramontana e temperature polari, mentre domenica sarà all’insegna dello scirocco. Che farà schizzare le temperature di quasi 20 gradi in meno di 48h. Il fenomeno interesserà particolarmente Sardegna e Sicilia dove si passerà da valori vicini ai -5   a quasi +15.

Tuttavia l’arrivo dello scirocco non coinciderà con l’inizio della primavera: si tratterà infatti dell’ennesima rimonta prefrontale rispetto a una nuova poderosa perturbazione atlantica che già da domenica sera porterà precipitazioni sul Nord italia, forse inizialmente nevose fin in pianura al nord/ovest. All’inizio della prossima settimana, tra lunedì 18 e martedì 19 marzo, infatti, una nuova depressione di origine oceanica attraverserà l’Italia provocando forti piogge e temporali su tutto il nord e nelle Regioni tirreniche, e poi arrivando anche al Sud dove tornerà il fresco con temperature nuovamente in picchiata e nevicate sui rilievi appenninici, dopo che tra lunedì e martedì la neve sarà caduta ancora una volta in modo abbondante sulle Alpi e sui rilievi settentrionali dell’Appennino.

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