Ultima seduta del Consiglio provinciale. Da oggi decadono il presidente dell’Ente Provincia Eugenio D’Orsi, gli assessori della sua Giunta e l’intero Consiglio comunale. Poi arriverà un Commissario nominato dalla Regione, che traghetterà fino alla riforma delle Province. Nell’ultima seduta è stato fatto il bilancio dell’attività dell’Ente svolta dal periodo 2008 – 2013.

Con il suono della campanella da parte del Presidente Raimondo Buscemi alle 20,25, si è chiusa l’ultima seduta del Consiglio Provinciale. Cala il sipario su 153 anni di storia agrigentina che vide nel lontano 1861, mentre infuriava la battaglia per l’Unità d’Italia, riunirsi nella sala “Giglia” il primo Consiglio.


La seduta di questa sera è stata voluta dal presidente Buscemi e dai Capi gruppo, per fare un bilancio di cinque anni di intensa attività politico-amministrativa del Consiglio. E la seduta è stata l’occasione per Raimondo Buscemi di ripercorrere questi cinque anni mettendo in risalto le numerose sedute del Consiglio, gli scottanti problemi affrontati: dall’aeroporto alla gestione dell’acqua, dalla chiusura di alcune partecipate (Avit, Apea ..)

A dure prese di posizioni su questioni sociali.

Alla seduta hanno partecipato l’on. Riccardo Gallo venuto appositamente per salutare i suoi ex colleghi, il presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, gli assessori Piero Marchetta, Alfonso Montana, Vito Terrana, Francescochristian Schembri, Salvatore Vella, Pietro Asaro, Salvatore Scozzari, Salvatore Volpe e Fabiola Mazzarella.

Nel suo intervento Raimondo Buscemi tra l’altro ha detto “Un rimprovero che faccio a tutti noi è stata l’incapacità di difendere la Provincia da questa aggressione demagogica, a causa della politica fluttuante. Di una cosa però sono certo, ha concluso Buscemi, nessun Presidente di Regione potrà mai spegnere quella forte passione politica che è in ognuno di noi”.

Eugenio D’Orsi, intervenendo prima del dibattito consiliare ha voluto ringraziare tutti i consiglieri provinciali affermando che “La decisione della Regione è, a mio modo di vedere illegittima, in quanto il mandato scadeva fra 10 giorni”. Infatti Eugenio D’Orsi si è insediato, al vertice dell’Ente, il 23 giugno 2008 alle ore 10,30 con il passaggio delle consegne da parte del Commissario Regionale, la dottoressa Maria Letizia Di Liberto.

Il dibattito che è stato caratterizzato da saluti è stato aperto da Ivan Paci che ha fatto gli auguri al neo sindaco Carmelo D’Angelo. Il vice presidente vicario, Mario Lazzano riferendosi alla “chiusura” delle province si è chiesto cosa accadrà ora dell’istituto musicale Toscanini di Ribera, del Cupa e dei tanti servizi che l’Ente Provincia fino ad oggi ha erogato . Concludendo Lazzano ha detto “Le Province sono state commissariate, ma sulla loro scomparsa nutro seri dubbi”.

Matteo Ruvolo e Stefano Girasole hanno ringraziato i colleghi per la grande esperienza fatta.

Maurizio Masone è stato molto politico nel suo intervento “Non mi convince il dibattito aperto sulle province. Io non ho problemi ad entrare nel merito della riforma, anche se già con la legge 9 del 1986 erano già consorzi di comuni. Vorrei però che questo dibattito sia pubblico e leale e che non nasconda interessi di singoli a mettere le mani sulla democrazia. Questa sarebbe grave in quando costituirà il tracollo della stessa politica”.

Orazio Guarraci parla di amarezza “Tutto il nostro lavoro svolto in questi cinque anni. Mi resta l’amarezza che quanto da noi prodotto non sia stato adeguatamente percepito dall’opinione pubblica anche a causa delle note vicende politiche registrate in questi ultimi tre anni”.

“Noi siamo gli ultimi consiglieri provinciali che abbiamo rappresentato le istanze che ci pervenivano dal territorio – ha esordito Daniele Cammilleri – Tanto è stato fatto, forse si poteva fare di più, questo lo deciderà il tempo. L’aspetto preoccupante è che in questi anni abbiamo visto spostare l’impegno politico verso consorzi ed enti non gestiti dalla provincia, ma bensì da poche persone che hanno pensato solo al profitto”.

Il Consigliere Salvatore Montaperto, uomo di poche parole, ha parlato di qualificazione della politica “Ormai nessuno più crede nella politica e la scelta di Crocetta è solo demagogica e populista dalle più alte cariche dello Stato a scendere non c’è più credibilità e questo è un gravissimo segnale sociale”.

Ezio Di Prima nel suo intervento ha detto “Si è trattato di scelte scellerate del Governo regionale con una decisa volontà di azzerare una classe politica provinciale. In questo frangente storico nutro seri timori per il personale dell’Ente”.

Roberto Gallo ha parlato di grave situazione sociale in provincia che viene ad aggravarsi con la chiusura di un Ente che nonostante i numerosi tagli ha assicurato fino ad oggi numerosi servizi”.

Carmelo Avarello nel ringraziare tutti i colleghi ha evidenziato il grande impegno operativo del consiglio nonostante la pesante crisi di credibilità della politica.

Angelo Bennici, molto emozionato ha detto “Sono in questa sala dal 1994 ed oggi la lascio con una grande emozione per la intensa attività che abbiamo saputo sviluppare al suo interno”.

Giuseppe Picone si è rifatto alla storia “Con questa seduta chiudiamo la porta a 153 anni di storia del Consiglio Provinciale di Agrigento e la demagogia che la sta caratterizzando.

I consiglieri Nino Sporto e Lillo Lo Leggio hanno illustrato ai presenti l’intensa attività svolta dalle rispettive commissioni che hanno potuto produrre, grazie all’imopegno di tutti effetti positivi per il territorio e le attività produttive.

Il neo sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo nel rispondere ad alcuni interventi pessimistici ha detto “Non possiamo perdere la speranza, è necessario lavorare bene per ridare dignità alla politica, altrimenti sarà la fine”.

Al termine la frase di Buscemi “Dichiaro chiusa la seduta” accompagnata dal suono della campanella.