Reazioni al veleno. Le parole di Crocetta alla festa del Megafono a Catania, soprattutto nel passaggio che ha fatto riferimento a presunte pressioni all’interno del Pd per inserire nella sua giunta Bellomo (arrestato) e Rinaldi (indagato), lasciano straschichi pesanti. Le repliche dei dirigenti del Partito Democartico siciliano non si fanno attendere e i toni non sono certo concilianti. “Non consento a Crocetta di fare allusioni sul mio conto: la mia moralità pubblica e privata può solo essere modello di vita per lui e per i suoi sodali” contrattacca il deputato regionale Antonello Cracolici, prima della resa dei conti progrmmata per lunedì prossimo.
“Per quel che riguarda le valutazioni politiche sul suo governo e sui risultati raggiunti – aggiunge Cracolici – dirò la mia alla direzione del Pd, convocata lunedì”. Nel frattempo il governatore precisa di non aver mai affiancato il nome di Cracolici a quello di Bellomo e di Rinaldi. “Sarà stata fatta un po’ di confusione”. Anche se il video pubblicato da Lasiciliaweb lascia pochi margini al dubbio.
“Ancora una volta il presidente Crocetta ha rilasciato dichiarazioni dalle quali traspare che un mio ipotetico ingresso in giunta avrebbe messo a rischio la moralità del partito. Essendo a tutti nota la schizofrenia umorale di Crocetta, nelle altre occasioni ho preferito ignorare le sue farneticazioni per senso di responsabilità soprattutto verso il partito, che l’ha espresso e votato” tuona l’ex vicepresidente del Parlamento Europeo, Luigi Cocilovo, anch’egli tirato in causa da presidente Crocetta durante il comizio-intervista a Catania.
“A questo punto – continua Cocilovo – non posso fare a meno di osservare che sarebbe opportuno che Crocetta sostenesse le proprie opinioni politiche senza alimentare, strumentalmente, sospetti grotteschi e infondati a carico di altri. Per quanto mi riguarda -conclude- la polemica finisce qui, ma se il presidente intendesse insistere il nostro confronto continuerà in sedi diverse da quelle giornalistiche e politiche”.
Il dibattito tra Crocetta e Giuseppe Lupo, poi, si fa ogni giorno più acceso. Nel caso specifico, il segretario del Partito Democratico in Sicilia ha voluto precisare: “Non ho mai proposto al presidente Crocetta di nominare Walter Bellomo assessore e, tra l’altro, neanche conosco la Lorenzetti. Le sue affermazioni sono pertanto prive di fondamento e offensive non solo nei miei confronti ma per l’intero Pd, che avrebbe definito “il partito degli scandali”.
“Crocetta sa bene – continua Lupo – che non gli ho mai chiesto di entrare in Giunta. Il suo modo di esprimersi, citando falsità, si qualifica da sè. Forse spera, buttandola in rissa, di evitare il confronto politico con il Pd e si sbaglia. Ne parleremo lunedì in direzione”. Insomma, si prevede già una riunione infuocata.
Crocetta è un fiume in piena. Il presidente ha voluto aprire la festa del Megafono a Catania salendo sul palco della Terrazza Ulisse seduto di fronte ai suoi per parlare a tutto campo della sua azione di governo “che sta nei fatti e che gli altri fanno finta di non vedere”. Al centro del dibattito politico, però, c’è la tenuta dell’alleanza di governo che il Pd sta mettendo alla prova nel lungo braccio di ferro tra i maggiorenti democratici che chiedono spazio in giunta e lo stesso presidente, che vuole salvaguardare le sue scelte e il suo movimento “che è parte integrante del Pd ma che non vive sugli apparati, sulle nomine e sulle sovrastrutture”.
Il governatore ne approfitta e sferra un affondo ai dirigenti del suo partito: “Io non sono in rotta con il Pd – spiega – fanno tutto loro io non ho nessunissima intenzione di litigare. Perché Cracolici dovrebbe essere più Pd di me e guardarmi come un ospite indesiderato all’interno del partito? Loro pensano che il mondo non sia cambiato, vedono ancora la politica come un’entità misteriosa, ma il partito siamo tutti noi”.
Sul rimpasto, a pochi giorni dal vertice di maggioranza alla Regione, taglia corto: “Se il Pd vuole cambiare due assessori pensate che gli altri non dovrebbero fare lo stesso, anche l’Udc e i partiti minori vorrebbero uguale trattamento – sottolinea ancora – Io non posso dire ai siciliani dopo nove mesi abbiamo scherzato. Gli attuali assessori lavorano 10-12 ore al giorno, facciamo un bilancio sul lavoro degli assessori e in caso cambiamo”.
A Tony zermo, che lo intervista faccia a faccia rivela un particolare rimasto fino ad oggi nascosto. “Ho letto ieri sera che l’anno scorso, quando si trattava di dare i nomi per la mia giunta, che nella lista in mano ai dirigenti del Pd c’erano Franco Rinaldi (implicato nello scandalo formazione a Messina con il cognato dirigente Pd Francantonio Genovese e le mogli) Walter Bellomo, arrestato quattro giorni fa nella vicenda Tav. Nelle intercettazioni che lo incastrano ce n’è una in cui la Lorenzetti telefona a Lupo e gli dice: ‘devi parlare a Bersani per mettere Walter Bellomo alle Infrastrutture, poi con la Finocchiaro parlerai a Crocetta”.
“A onor del vero queste richieste non mi sono mai arrivate, Lupo gli disse ‘Crocetta non vuole mettere nemmeno a me, figurati se gli posso imporre Bellomo…” – racconta il governatore. E poi l’ennesima stoccata: “Rinaldi, Cocilovo, Cracolici e Bellomo: questa era la loro idea di innovazione della Sicilia, io penso di rappresentare meglio di tutti loro il Pd perché l’ho salvato dagli scandali non mettendo dentro gli assessori. Dopo di me la Sicilia non sarà più la stessa e il prossimo presidente dovrà fare i conti con l’antimafia burocrazia prepotente e mangiona”.


















