Continua il clima di tensione all’interno del civico consesso di Canicattì.  Riceviamo e pubblichiamo una nota inviataci dal  consigliere comunale, Antonio Tiranno,  riguardo la richiesta di sfiducia al presidente del Consiglio comunale, Domenico Licata.

Di seguito la Mozione:


OGGETTO: Mozione di sfiducia e di revoca dell’incarico al Presidente

del Consiglio Comunale pro tempore, Prof. Domenico Licata.

Visto il Decreto Legislativo 267/2000;

Visto il Nuovo Statuto Comunale, approvato con Deliberazione della

Commissione Straordinaria, assunta con i poteri del Consiglio Comunale, n.

78 del 16/11/2005, come modificato ed integrato con deliberazioni del

Consiglio Comunale n. 46 del 05/06/2007, n.23 del 26/03/2009 e n. 114 del

30/11/2011;

Visto in particolare e nella fattispecie l’articolo 23 Bis “Revoca del Presidente del Consiglio” facente parte del sopra citato Statuto ed inserito in esso giusta deliberazione del Consiglio Comunale n. 114 del 30/11/2011, nella parte in cui stabilisce che il Presidente del Consiglio, a seguito di mozione di sfiducia proposta da almeno la metà più uno dei consiglieri assegnati, può essere revocato dall’incarico con il voto favorevole di almeno due terzi dei componenti;

Considerato che:

a giudizio dei proponenti, la presente Mozione è meritevole di approvazione in quanto:

– Una volta eletto, il Presidente del Consiglio assume un ruolo istituzionale e va considerato pertanto quale ”primus inter pares” fra i Consiglieri Comunali e in tale veste, deve garantire l’unitarietà di direzione e di coordinamento dell’attività del Consiglio Comunale, nonché nell’esercizio delle sue funzioni deve ispirasi a criteri di imparzialità, circostanze, a giudizio dei proponenti, non sempre manifestate dal Prof. Domenico Licata;

-In diritto amministrativo, per revoca di un provvedimento o di un mandato, si intende il ritiro e/o la revoca di un atto amministrativo, oggi giudicabile

!nopportuno, a seguito di una diversa valutazione delle attuali esigenze e dell’interesse pubblico, in relazione a circostanze di fatto, non esistenti al momento in cui l’atto venne emanato, pertanto, nello specifico, anche a livello giurisprudenziale, esiste la fattibilità e l’applicabilità della presente mozione qualora approvata;

– Più volte, codesto Consiglio Comunale, veniva posto in imbarazzo a causa della Sua irrefrenabile ironia, talvolta sconfinata in sarcasmo, con cui il Prof. Domenico Licata, nello svolgimento delle Sue funzioni di Presidente del Consiglio, reiteratamente ed in più occasioni ha indirizzato attacchi personali, espresso battutine inopportune e manifestato comportamenti indecorosi nei confronti di Consiglieri Comunali, di Amministratori e quant’altro (Bagarre con un membro dell’Avvocatura Comunale, per ricordame almeno una…), arrivando altresì ad utilizzare dei termini ed un linguaggio inadeguati ed inappropriati al luogo ed al ruolo dallo stesso rivestito, vedasi stenotipie complete di vari Consigli Comunali, come negli esempi a seguire, che vengono ricordati e menzionati a mero titolo esemplificativo e che equivalgono appena alla piccola punta di un enorme iceberg:

-C.C. del 25/01/2013:

• pag. 6, rivolgendosi al Vice Sindaco: E’ un pochettino arriticato oggi, lei, mi pare.

• pag. 6, rivolgendosi al Vice Sindaco: No? E allora prego, se vuole intervenire intervenga ma mi pare che sia un po’ arriticatieddru.

• pag. 8, rivolgendosi al Vice Sindaco: Nun ‘ammufinutu!

-C.C. del 01/07/2013:

• pag. 102, rivolgendosi al Vice Sindaco: No, lei è maleducato istituzionalmente!

Tenuto conto che

Per un lungo periodo, il Presidente non ha più convocato alcuna conferenza dei Capigruppo, decidendo• e calendarizzando i lavori di codesto Consiglio Comunale in totale autonomia, nonché più volte si è reso responsabile di gravi inadempimenti connessi all’espletamento delle Sue funzioni, violando diversi articoli del nostro Statuto Comunale e del relativo Regolamento, ed in particolare, dopo aver convocato e mal gestito un Consiglio Comunale Straordinario sui dipendenti comunali, totalmente inutile ed infruttuoso, visto che non venne fuori nessuna proposta di deliberazione o altro, ne convocava un’ulteriore, sempre in seduta Straordinaria e aperta per il 22 Luglio 2013, ai

sensi dell’art. 47 del nostro regolamento e dell’art. 48 dell’ordinamento EE.LL. ma in palese violazione dei seguenti articoli:

– Art. 45 Avviso di convocazione, 5° Comma: Il Consiglio è convocato in adunanza straordinaria quando la stessa sia richiesta per domanda motivata di un quinto dei Consiglieri in carica o su richiesta del Sindaco. In tali casi la riunione del Consiglio deve aver luogo entro 20 giorni dalla richiesta.

-Art. 57 Adunanze “aperte”, so Comma: Quando si verificano le particolari condizioni previste dallo statuto o rilevanti motivi d’interesse della comunità lo 3-

fanno ritenere necessario, il Presidente del Consiglio, sentita la conferenza dei Capi gruppo, può convocare l’adunanza “aperta” del Consiglio comunale, nella sua sede abituale od anche nei luoghi particolari previsti dall’artA del

presente regolamento.

Consiglio Comunale Straordinario che, lo stesso, immediatamente dopo l’appello, senza alcun motivo, visto che non era assolutamente necessario il numero minimo legale e/o altro, scioglieva, abbandonando l’aula consiliare, lasciando addirittura il dibattito nella mani di quanti, tra gli spettatori presenti, hanno voluto interagire e/o prendere la parola, senza nessun controllo né alcun moderatore, mentre in realtà avrebbe dovuto disporre quanto meno la chiusura dell’aula.

Sottolineato che

tale gesto, che a giudizio dei proponenti Consiglieri Comunali non è né il primo né l’ultimo, ma appena uno dei tanti di una lunga serie di condotte poco opportune nei confronti dell’intero Consiglio Comunale e per il corretto funzionamento dell’organo, rappresenta un’offesa nei confronti di quanti, sia Consiglieri che cariche istituzionali e cittadini, quel giorno hanno voluto partecipare ad un evento che assolutamente e per nessun motivo andava annullato in quel modo.

Ma soprattutto un’offesa nei confronti di Mons. Restivo, Arciprete Emerito della Città, che celebrava in quell’occasione il centesimo anno di età e la Città aveva organizzato autonomamente varie manifestazioni in Suo onore, ma anche della Città tutta, visto che il suddetto comportamento insensato del Presidente rimarrà quale cattivo ricordo negli annali e nella storia di Canicattì.

Ancora più antipatico l’ignobile tentativo di attribuire le proprie colpe, a chi per un motivo o per un altro, non ha potuto e/o voluto partecipare all’evento o ad eventuali presenze a Suo giudizio sgradevoli…

Ed ancora, indimenticabili rimarranno altri episodi, quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:

– L’acquisto e l’utilizzo della fascia distintiva non prevista dal nostro regolamento;

– Il patrocinio più volte concesso in occasione di talune manifestazioni pubbliche, anche in tal caso arbitrariamente, stante la non previsione di tale facoltà, sia nello Statuto che nel Regolamento;

– Infine, ma non in ordine di importanza e gravità, va menzionato l’increscioso

episodio, consistito nella lettura in aula di una missiva, lesiva dell’immagine di un Consigliere Comunale e di incerta provenienza, nonché e ad ogni modo di insignificante rilievo politico e amministrativo.

Altri modus operandi e vicende che l’intero Consiglio di certo conosce e che vanno ricordate nella presente mozione, sono:

-La facoltà concessa più volte a diversi Consiglieri Comunali, di intervenire e talvolta polemizzare, in merito ad argomenti non iscritti all’ordine del giorno, ma semplicemente illustrati tra le “Comunicazioni del Presidente”, nonostante le lamentele e gli ignorati richiami da parte dell’Amministrazione, spesso nella persona del vicesindaco Ass. Gaetano Rizzo, a rispettare il Regolamento per impedire quindi che ciò accadesse;

– La paralisi arrecata all’attività amministrativa di codesto civico consesso, per aver perso parecchio tempo nella ricomposizione di tutte le Commissioni Consiliari permanenti dopo il loro azzeramento, nonostante il termine prescritto ed inderogabile per la ricostituzione delle stesse, fosse quello di “entro e non oltre 1O giorni” dall’avvenuta notifica del Decreto di sospensione immediata n°6/2013.

In ultimo, a giudizio dei proponenti la presente, cosa assai grave, il modo in cui Lo stesso, nascondendosi dietro la non chiara possibilità regolamentare di trattare o meno, la Mozione proposta dal Consigliere Comunale Antonio Tiranno, avente oggetto “Verifica della sussistenza o meno, della fiducia politica nei confronti dell’attuale Ufficio di Presidenza e dei relativi componenti, a seguito del riassetto politico all’interno del civico consesso” censurava la stessa, comunicando alla Conferenza dei Capigruppo, riunita in data 20 Novembre 2013, che l’argomento non sarebbe stato trattato come

Mozione, ma sarebbe stato semplicemente inserito tra le Comunicazioni del Presidente nel primo Consiglio Comunale utile, annunciando altresì, nel rispondere ad una domanda da parte di un Capogruppo, che su tale argomento non avrebbe consentito assolutamente nessun intervento e che da allora in poi, avrebbe cambiato modo di agire in circostanze analoghe, quindi basta interventi sugli argomenti esposti tra le Comunicazioni del Presidente.

Strano che così tanta voglia di rispettare il Regolamento, sia comparsa nel

Presidente Licata, proprio quando si doveva trattare un argomento che 5-

chiaramente riguardava anche Lui…

Come è strano che allo stesso sfugga o non sappia, che secondo la Giurisprudenza in materia, il Presidente del Consiglio non ha facoltà di effettuare autonomamente controlli e verifiche di legittimità delle proposte di deliberazione delle quali sia stata richiesta l’iscrizione all’ordine del giorno, quando esse non siano manifestamente estranee alle competenze consiliari. In sintesi, la giurisprudenza ha stabilito che al Presidente non competono funzioni censorie, ma solo l’obbligo di garantire la trattazione delle questioni richieste, quando esse siano di competenza consiliare, come nel caso specifico, anche se non chiaramente regolamentato.

E’ evidente come tali condotte connotino un comportamento contrario ai

principi di correttezza, imparzialità e garanzia imposti dal ruolo rivestito ed una palese e continuata violazione dell’intero e basilare art. 7, Compiti e poteri del Presidente, del nostro Regolamento.

Tutto ciò premesso e considerato, per i motivi sopra esposti e per come previsto dal nostro Statuto e dal relativo Regolamento, voglia codesto Consiglio Comunale, ritenere sussistenti e gravi le motivazioni sopra esposte e pertanto:

-Approvare la presente mozione, composta da no6 pagine e firmata da 21

Consiglieri Comunali, dichiarando che sussistono le motivazioni per tale decisione, dando atto a quanto espresso in narrativa, revocando dall’incarico di Presidente del Consiglio il Professar Domenico Licata e per come previsto dal 5° comma dell’art. 23 Bis, procedere nella seduta successiva a nuova nomina del Presidente del Consiglio Comunale e del resto dei componenti dell’Ufficio di Presidenza.

canicattì lì 2 5 NOV. 2013

l CONSIGLIERI COMUNALI:

COGNOME E NOME FIRMA:

1 TRUPIA IVAN

2  NICOSIA SALVATORE

3 LA VALLE SALVATORE

4 GIARDINA GIOVANNI

5 PARLA  RITA

6 SARDONE  ANTONINO

7 LO GIUDICE STEFANO

8 SAIEVA DINA

9 VILLAREALE SALVATORE

10  ROSSANO ALESSANDRO

11  CANI GIOACHINO

12  BALDO MAROCCO RAIMONDO

13 CANICATTI’ GIUSEPPE

14  NOCILLA GIOACCHINO

15 CACCIATO ANTONIO

16 TIRANNO ANTONIO

17 DANIELE DIEGO

18 COMPARATO ALESSIO

19  FRANGIAMONE SALVATORE

20 MILIOTI GIUSEPPE

21   SACHELI AGATA IRENE