Matteo Renzi, essendosi reso conto che la situazione è precipitata, perciò, che non c’è più tempo da perdere, ha deciso, con ammirevole coraggio, con grande determinazione e se vogliano anche un po di incoscienza, di “scendere in campo”. Cioè di prendere in mano la “barca”.

Logica voleva che Renzi aspettasse la caduta del governo Letta e conseguenti inevitabili elezioni politiche. Dopo di chè, avendone la reale possibilità, diventare presidente del consiglio. In al caso avrebbe potuto mettere in parlamento dei “suoi” parlamentari e dei “suoi” ministri.


Ma Renzi ha scelto invece una strada, per lui “tormentata” e “minata”

Si tratta comunque di una strada che sta mettendo in allarme ed a soqquadro la sonnacchiosa politica italiana

Non a caso i “senatori romani”, all’insegna del “si salvi chi può” , stanno già alzando le barricate con l’intento di salvare la sedia, oppure il gruzzolo. A parere di qualcuno Renzi avrebbe pronunciato la frase “avanti miei prodi”, prodi con la P maiuscola. Se la notizia trovasse conferma, potrebbe significare che anche la sedia di Napolitano sta traballando.

Renzi deve comunque aspettarsi tempi duri, infatti dovrà superare alcune “fatiche di Ercole” e fronteggiare alcune “piaghe d’Egitto”.

Vediamo quali sono queste fatiche

1)Le promesse rottamazioni:

Purtroppo molti di questi “rottamandi” si trovano ancora in parlamento, e siccome Renzi ha bisogno dei loro voti per far passare le leggi, non potrà evitare ”pericolosi” compromessi che potrebbero compromettere i risultati della sua “entrata in scena”.

2) Riforma burocratica:

Senza questa riforma, nessuna riforma potrà andare in porto. perciò occorre una indispensabile “operazione chirurgica”. Questo sarà il “tallone di Achille” di Renzi.

3)Patto di stabilità:

Questo patto aveva uno scopo ben preciso, creare una situazione “stabile”, infatti si e fermato quasi tutto. Rimettere tutto in moto non sarà facile,

4) Eliminare i vergognosi privilegi della casta

Operazione utilissima, ma prepariamoci a vedere continui rimandi.

5 Liberare il paese dal “colonialismo” europeo

La nostra è diventata una nazione a sovranità limitata.

Senza una “guerra di indipendenza” saremo per sempre una colonia.

Alcune “ piaghe”

1)l’emorragia delle piccole imprese.

Purtroppo i danni arrecati sono irreversibili. Sicuramente tante saranno create, ma saranno di ben altro “stampo”.

2) Ristabilire l’equilibrio geo- idrologico.

Occorreranno secoli, perciò la stragrande maggioranza di noi, non lo potrà vedere

3)L’inquinamento del territorio.

Occorre immediatamente, ammesso che non sia già troppo tardi, disinquinare il suolo, l’aria ed il cibo. In caso contrario, saremo condannati a morire prematuramente di cancro.

4) La disoccupazione.

Come è ovvio questa si batte solo creando posti di lavoro, per esempio valorizzando il nostro “petrolio”, cioè il turismo, ma in particolare occorre dare la possibilità alle piccole imprese di assumere del personale, purtroppo le abbiamo “massacrate”

5) Il popolo non ha più fiducia nella politica

Occorre ridare agli italiani la fiducia nella politica, anche per evitare il caos. In caso contrario, piaccia o non piaccia, agli italiani non resterà che giocare le ultime due “carte” ancora disponibili, il “via tutti” di Grillo, oppure la “spaccatura” dell’Italia.

Nonostante le sopracitate difficoltà, alcune quasi sovrumane, dobbiamo dare fiducia a Renzi, mettiamolo alla prova, e . nel limite delle nostre possibilità cerchiamo pure di aiutarlo. Un modo per aiutarlo lo avremmo, invece di “sperare” sempre e solo nei nostri “diritti”, incominciamo a “contare” anche nei nostri “doveri”.

Nel corso di una sua recente conferenza, Matteo Renzi ha detto che farà di tutto per finire la legislatura, magari!! vorrà dire che ha fatto quello che aveva promesso. Ma nel corso di tale conferenza ha ricordato pure “la palude”. non è chiaro il significato di tale parola.

Considerato che Renzi conosce molto bene la storia antica, non vorrei che abbia pensato alle “Paludi Pontine”, cioè il luogo ove i “ consoli romani” annientarono le “armate etrusche.

Buona fortuna Renzi.

Sgubbi Giuseppe Solarolo Ravenna