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Sicilia, rapporto degli esperti: “Muos a Niscemi sconsigliato, rischio rilevante”

Scritto da il 25 marzo 2014, alle 06:02 | archiviato in Ambiente, Cronaca, cronaca sicilia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

muos-niscemi“Il rischio Muos è rilevante” per gli abitanti di Niscemi “dal punto di vista dei campi elettromagnetici. Ne sconsigliamo l’installazione”. Massimo Zucchetti, professore di protezione delle radiazioni del Politecnico di Torino, ha presentato n audizione nelle commissioni riunite Sanità e Ambiente un rapporto di oltre 170 pagine elaborato da un gruppo di scienziati di cui fa parte. Vi sono “rischi di esposizione cronica degli abitanti e di disturbo della navigazione aerea”.

Illustrando la relazione relativa al Muos, l’impianto di comunicazioni satellitari ad alta frequenza composta da quattro satelliti e la cui installazione è prevista a Niscemi, Zucchetti ha sottolineato come sulla base delle rilevazioni fatte dal gruppo di dieci scienziati indipendenti che ha redatto il rapporto, “i valori dei campi elettromagnetici stimati per effetto del Muos superano i limiti di sicurezza in relazione ad effetti acuti già ad una distanza di 17 chilometri”.

Dunque, ha sottolineato, “il rischio Muos è rilevante: vi sono rischi a breve termine e lungo termine per esposizione cronica ai campi elettromagnetici da parte dei cittadini, ma anche rischi di interferenze con apparecchiature elettromedicali e disturbi per la navigazione aerea”.

In relazione alla presenza di campi elettromagnetici, a Niscemi e zone limitrofe, ha avvertito Zucchetti, “ci sono già valori prossimi o superiori ai livelli di attenzione previsti dalla legge. Abbiamo dati per cui già le antenne attuali superano i valori previsti”. L’esperto ha quindi rilevato come “per poter autorizzare l’installazione di un apparato come il Muos, la legge prevede la messa a punto di un modello previsionale per i campi elettromagnetici, ma questo non è mai stato fatto. Non avendo tale modello – ha puntualizzato – non è possibile nè dare un parere nè autorizzare l’impianto Muos in mancanza di quanto la legge prescrive”.

“La procedura autorizzativa del 2011 relativa al Muos era al di fuori della prescrizione di legge, pertanto una ripresa dei lavori necessita di una nuova procedura” ha aggiunto Massimo Zucchetti. Illustrando la relazione messa a punto da un gruppo di scienziati indipendenti, di cui fa parte, Zucchetti ha sottolineato che vi è un’ampia letteratura scientifica recente che “conferma gli effetti dei campi elettromagnetici a lungo termine”.

Nel rapporto, ha detto, “abbiamo raccolto quattromila studi sperimentali che riportano effetti a medio e a lungo termine dei campi elettromagnetici”. Pertanto, ha avvertito, “è necessario una valutazione predittiva per il Muos secondo le norme Cei previste dalla legge italiana, mentre non vale fare riferimento alla legge Usa che è meno restrittiva”. Netta la conclusione del gruppo di scienziati che ha redatto il rapporto: “riteniamo che il Muos – ha affermato Zucchetti – ricade in un contesto di grave inquinamento ambientale, che non può essere ulteriormente inquinato con altre installazioni”.

Per Marcello D’Amore, professore emerito presso la facoltà di Ingegneria e ordinario di elettrotecnica all’università La Sapienza di Roma, anche lui ascoltato in audizione alle commissioni riunite Sanità e Ambiente al Senato,” il rapporto di conformità redatto dalla Us Navy in merito all’installazione del Muos, l’impianto di comunicazioni satellitari, a Niscemi, “è di una superficialità che ho trovato imbarazzante”.

Non si tiene conto, ha detto, della sismicità dell’area e della vicinanza di tre aeroporti. La relazione della Us navy, ha sottolineato D’Amore, “non considera le caratteristiche altamente sismiche del territorio”, che avrebbero un impatto sull’installazione Muos. Inoltre, il Muos sorge in prossimità di tre aeroporti: “Gli aerei in atterraggio a Comiso ad esempio – ha affermato l’esperto – possono essere investiti dal fascio satellitare”, con prevedibili effetti, “ma di questo non si parla”. Ancora: “C’è un calcolo di campo elettromagnetico – ha rilevato D’Amore – per una zona lontana, mentre interessa sapere cosa avviene nelle aree vicine, ad un massimo di 20 km dalla stazione”. Tra le altre “carenze” indicate anche il fatto che il rapporto indica che l’antenna Muos “punta verso il cielo”, ma l’assenza di effetti a terra non è certa. Infine, ha rilevato l’esperto, i rilevamenti elettromagnetici per l’impianto già esistente risultano già “alti”.



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