tangenteSon  passati oltre venti anni dalla prima  tangentopoli italiana,giustamente definita”Mani pulite,” e tornano ancora una volta alla ribalta della cronaca giudiziaria altri casi di mal costume,di corruzione,di spreco del  denaro pubblico,di illecito arricchimento che,guarda caso,vedono coinvolti,in alcune inchieste, personaggi già condannati in quella precedente operazione giudiziaria; ci si riferisce ai vari Greganti, Frigerio etc che in atto sono inquisiti dalla Magistratura per i fatti legati alla malasanità lombarda e per ultimo,in ordine cronologico, il caso eclatante dell’EXPO 2015 di cui in questi giorni si fa un gran parlare attraverso la stampa,le Tv e tutti i mezzi di comunicazione di massa.

Il che sta a dimostrare che il lupo ha perso il pelo ma non il vizio  e che,ahimè, nel nostro Paese,dopo quella famosa pulizia giudiziaria che, come noto,ha  segnato la fine  della prima Repubblica,nulla sia cambiato anzi in alcuni casi addittura nemmeno i soggetti .


Perciò è il caso di dire che la nostra dalle Alpi a Capo Passero è proprio la terra del principe di Salina di gattopardiana memoria dove,come diceva Don Fabrizio, si vuol cambiare tutto perché tutto  possa rimanere  come prima.

E allora vien lecito chiedersi a cosa sia servito il sacrificio dei tanti Falcone, Borsellino,Saetta, Livatino, Impastato ( di cui in questi giorni ricorre l’anniversario della sua barbara uccisione per mano della mafia) allorquando ancor oggi Ministri della repubblica,se dovessero esser fondate le accuse della magistratura inquirente,continuano a mettersi sotto i piedi i  principi dell’onestà e  della legalità,per la cui osservanza da parte di tutti ( ovviamente loro per primi)sono stati chiamati dal popolo a rivestire cariche  istituzionali e per il cui assolvimento vengono  dai cittadini onesti retribuiti  lautamente e profumatamente.

Tutto ciò  oltre a fornire  agli osservatori stranieri una immagine non molto edificante di come vanno le cose in questo nostro martoriato Paese,certamente ingenera nei cittadini di questo Stato una cultura di illegalità, inculca nelle coscienze dei giovani sentimenti diseducativi alquanto nocivi ove si voglia costruire una società sana che si fondi sui basilari principi del rispetto delle leggi dello Stato e della persona umana.

E se a distanza di oltre venti anni si assiste tuttora a misfatti di tal genere si vede che la scuola,le istituzioni e persino la Chiesa hanno fallito nell’opera moralizzatrice delle coscienze individuali e collettive con gravissime conseguenze anche sul versante della ripresa economica  tanto necessaria nel nostro paese fortemente provato da una lunga e profonda crisi  dalla quale pare sia difficile uscirne fuori anche a causa delle resistenze di quei poteri forti i quali difficilmente sono disposti a fare drastiche rinunce e/o a perdere privilegi via via acquisiti nel tempo e perciò  ritenuti intoccabili.

La cosa,peraltro,ancor più grave,è che bande di malaffare di siffatta specie sorgano come funghi non soltanto nelle Regioni italiane nelle quali sinora è stata molto presente la gramigna della corruzione e della illegalità diffusa,ma anche  in quelle   del Centro-Nord (Lombardia ,Emilia-Romagna,Lazio etc) sinora considerate esenti  da tali perniciosi “ centri di interesse”.

Per non parlare di quanto succede nel campo della politica e/o della P.A. perché se si dovessero menzionare i casi  di illeciti arricchimenti ,di distorsioni del denaro pubblico e quant’altro da parte di personaggi più o meno illustri della prima e/o  della seconda repubblica nonché della alta burocrazia,l’elenco sarebbe molto lungo e stancherebbe di certo la pazienza dei lettori specie di quelli onesti che pagano regolarmente le tasse senza  peraltro alcun ritorno nel campo dei servizi essenziali e senza la prospettiva di un futuro migliore molto più evidente nel Sud dell’Italia dove,come noto,la disoccupazione giovanile ha superato la soglia del 43% .

E allora vien proprio da dire che nel nostro paese, nonostante l’opera meritoria di tante persone che si sono sacrificate per il bene comune,le cose vanno come prima anzi  peggio nonostante le esortazioni incisive dell’attuale Papa Francesco le cui parole sembrano  disperdersi nell’aria lasciando tutte le persone perbene nella convinzione che alla fine  il più delle volte viene premiato,purtroppo,non il rispetto delle regole ma il dispregio delle stesse ed i cui risultati nefasti sono sotto gli occhi di tutti.

La qual  cosa,alla quale , a mio avviso, si dovrebbe mettere la parola”fine” al più presto, è di una gravità inverosimile per un paese che voglia definirsi civile sul serio e non solo a parole specie quando quel paese,appunto il nostro, è stato considerato per tanto tempo dal mondo intero la patria del diritto.

S. Curcio