renziPenso che dopo circa un trimestre dal suo insediamento sia venuto per il Premier Renzi il momento del “redde rationem”, della verifica,se cioè  alle parole siano seguiti i fatti, se effettivamente cominci a prender corpo quel vasto programma di riforme che va dal lavoro al fisco,dalla riforma della P.A alla modifica del titolo V della costituzione repubblicana dalle quali indiscutibilmente dipende il processo di rinnovamento e della crescita economica per il Paese  in mancanza dei quali non potrà mai realizzarsi  la sua effettiva uscita  dalla profonda crisi che lo ha attanagliato  in questi ultimi anni.

Tralasciando per il momento qualunque valutazione su ciò che è stato sinora fatto e ritenendo che un giudizio potrà essere espresso soltanto dopo che i vari provvedimenti attuativi abbiano avuto l’approvazione delle aule parlamentari,ritengo tuttavia che sin da adesso  sia legittimo chiedersi se, al di là dei buoni propositi,il nostro Premier avrà la forza necessaria per realizzare un programma che, sulla base delle linee generali  tracciate,prevede un rivoluzionamento rispetto al passato della intera impalcatura su cui si è retto sinora  il sistema e che ha portato,come noto,i frutti nefasti che sono sotto gli occhi di tutti.


In buona sostanza il cittadino italiano si chiede se Renzi riuscirà ad attuare quanto promesso con il suo modo di fare dirompente in considerazione del fatto  che per la sua concreta realizzazione sono indispensabili il coinvolgimento  e la collaborazione di tutte le forze operanti nel sistema Paese dalla imprenditoria,grande e piccola, alla politica ed al sindacato il  cui consenso  costituisce il supporto indispensabile senza del quale è oltremodo arduo  e difficoltoso ,dovendosi rispettare i principi democratici vigenti, realizzare sul serio qualsiasi cambiamento sia costituzionale che strutturale.

Per quello che è possibile cogliere dall’uomo della strada non addentrato nei meandri della politica,ci sembra che il Premier abbia una strada tutta in salita, anche  per l’ostracismo di alcuni autorevoli suoi compagni di partito,considerato che le  riforme proposte, se realizzate veramente,  verrebbero  a colpire sia privilegi consolidati degli uomini politici e/o dei managers pubblici sia lo stesso sistema bicamerale su cui sinora si è poggiato l’iter procedurale delle leggi con il timore che,ove il Senato avesse competenze diverse da quella legislative  come avviene tuttora nell’osservanza del precetto costituzionale, si creerebbero le  condizioni  di un forte accentramento del potere legislativo  da parte della sola Camera dei deputati tale da far temere, Dio non voglia,la scomparsa dello stesso sistema  democratico.

A fronte di tutto ciò,non può peraltro nascondersi la necessità indifferibile di  attuare un  serio programma per il contenimento ed il controllo oculato della spesa pubblica tanto più necessario ove si consideri l’uso distorto che vien fatto  dei soldi dei contribuenti dell’intero  Paese da Campione d’Italia a Capo Passero da personaggi più o meno illustri  tutti accomunati dalla spregiudicatezza dell’illecito arricchimento  e della loro insaziabile voracità a tutto descapito del cittadino onesto che non sfugge al fisco il quale  viene doppiamente penalizzato sia da una tassazione che è la più alta d’Europa e sia,  specie nel Mezzogiorno , per la mancata fruizione dei servizi essenziali  indispensabili per una civile esistenza.

In presenza di un quadro così drammatico che richiede misure urgenti per il rilancio dell’economia e che per la sua gravità appunto  sarebbe necessaria la  condivisione di tutti i soggetti,pubblici o privati,istituzionali e non,interessati al problema mentre ancora si continua invece a cincischiare, a litigare ,ad arroccarsi per il mantenimento di quanto sinora goduto rendendo  così oltremodo difficile il cambiamento di rotta necessario per salvare il Paese dalla catastrofe  in corso.

Sorge  quindi spontaneo il dubbio sulla  fattibilità degli impegni presi dal Premier con i cittadini a meno che non si realizzi inaspettatamente un” miracolo” che faccia rinsavire tutti gli attuali detentori del potere facendoli sedere almeno per una volta attorno ad un unico tavolo,al fine di concordare,attraverso  la ragionevolezza ed il buon senso  di tutti,le soluzioni più idonee per la salvezza,oltre che dell’economia, della democrazia e dell’intero  sistema paese perché,in caso contrario,a mio avviso,si creerebbero  le condizioni per il  ritorno ad una nefasta dittatura che  potrebbe  arrecare soltanto danno a tutti i livelli.

C’è da augurarsi, inoltre, che con l’imminente presidenza europea da parte dell’Italia venga ridimensionata la supremazia economico- finanziaria della Germania che, anche se non l’unica,è stata la causa maggiore che ha fatto sprofondare il nostro Paese nel baratro dal quale potrà uscirne a condizione che vengano create condizioni paritarie per tutti i paesi dell’Unione con l’auspicio che la stessa non continui ad essere una semplice unione bancaria ma che possa diventare una Unione del tipo degli USA perché solo così possono essere salvaguardati i diritti di tutti i cittadini europei.

S. Curcio