Insulti, espulsioni, le solite tensioni. Ma alla fine l’Assemblea regionale siciliana ha approvato intorno alle 5.30 del mattino la terza manovra finanziaria dell’anno, al termine di un iter particolarmente tormentato che ha visto il governo di Rosario Crocetta battuto più volte in aula. Il documento è stato approvato con 42 voti favorevoli, 21 contrari e un astenuto.
La manovra consentirà il pagamento degli stipendi, grazie anche a un nuovo mutuo da 55 milioni. L’Ars ha approvato anche il cosiddetto contributo di solidarietà sulle pensioni che prevede, per le pensioni comprese tra 50 a 65 mila euro una decurtazione del 5%, le pensioni tra i 65 mila e i 91 mila euro saranno sottoposte al prelievo del 5,5%, per le pensioni più alte si applicherà la norma nazionale.
La discussione in aula del documento finanziario è stata caratterizzata anche da duri scontri tra parlamentari. Per esempio quello tra il deputato del Partito dei Siciliani Giovanni Greco e il democratico Franco Rinaldi. Greco, durante il suo intervento, è stato più volte interrotto. I due si sono insultati a colpi di “buffone”. Greco a un certo punto ha detto a Rinaldi “Ringrazia il tuo handicap”, alludendo alla disabilità fisica del parlamentare, ed è stato espulso dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. “Certi atteggiamenti o oltraggi non sono ammissibili”, ha detto il presidente, che ha invitato i commessi a ritirare la tessera di voto al parlamentare e a impedirgli l’accesso all’aula per tutto il resto della seduta.
Buona parte della seduta è stata assorbita dalla discussione sull’articolo 27 della manovra, che prevede il finanziamento a enti e associazioni. Poco prima della finanziaria l’aula ha approvato anche il ddl sui testimoni di giustizia. Al termine della seduta Ardizzone ha rinviato l’aula all’11 agosto.
“Dopo un’analisi sulla manovra-ter approvata dall’Ars, si è convenuto sulla necessità di portare avanti, sulla base delle indicazioni della direzione regionale del Pd e di quanto emerso in occasione degli Stati generali, una proposta in grado di rilanciare l’azione di governo, per mettere in campo le misure necessarie per lo sviluppo della Sicilia”. È quanto si legge in una nota dopo la riunione del gruppo Pd all’Ars, a palazzo dei Normanni, alla presenza del presidente del gruppo Baldo Gucciardi, del segretario regionale Fausto Raciti e del vicesegretario Mila Spicola.
“Se non fosse una tragedia, sarebbe una farsa. Sul palcoscenico della finanziaria s’è visto di tutto: tabelle sbagliate, conti approssimativi, finanziamenti agli amici degli amici, inaudite consulenze col commissario dello Stato, un nuovo mutuo sulle spalle dei siciliani e rappezzi in corsa al rendiconto. E’ la fotografia di un esecutivo completamente allo sbando, che non è più assolutamente in grado di governare la Sicilia”. Dal Movimento 5 stelle arriva la bocciatura della manovra approvata all’alba dall’Ars.
“Tappa qualche buco – dicono i deputati regionali -, ma lascia falle infinite sui fronti occupazione, sviluppo e cultura, per i quali arrivano solo briciole. Le poche cose buone da salvare sono arrivare proprio dal Movimento 5 stelle, che ha pensato alle imprese, portando in porto una sua norma, sottoscritta trasversalmente, che prevede finanziamenti a favore di incentivi per le imprese che assumono soggetti svantaggiati, a tempo indeterminato”.
Guerra aperta dal Movimento all’articolo 27 “che puzzava tanto di tabella H”, dicono i 5 stelle. I quali alla ripresa dei lavori, l’11 agosto, torneranno alla carica con moratoria della cartelle esattoriali, revoca dell’accordo Stato Regione per la rinuncia ai contenziosi, stop alla chiusura degli uffici periferici di Riscossione Sicilia. E, ancora, introduzione di tariffe agevolate nei collegamenti marittimi da e per le isole minori rivolte a tutti coloro che svolgono un pubblico servizio, risorse, alle cooperative sociali di tipo B che perseguano il reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati e qualificazione dell’Arpa come ente del settore sanitario con nuove risorse per la sua attività. Sono i temi degli ordini del giorno presentati dal M5s in aula all’Assemblea regionale siciliana “ma che non hanno trovato spazio per la discussione, perché soffocati dalla finanziaria”.


















