raffineria-di-gelaDopo la firma dell’accordo, siglato al ministero per lo Sviluppo economico, sono tornati in fabbrica, stamani, i lavoratori della raffineria di Gela, che per un mese, con scioperi e blocchi, avevano protestato contro il disimpegno dell’Eni e il suo piano industriale che prevedeva tagli agli organici e chiusura d’impianti.

Già ieri sera sono stati rimossi i presidi alle vie di accesso al petrolchimico, dopo che i delegati sindacali delle varie categorie hanno illustrato alle maestranze i contenuti del protocollo d’intesa.


Due gli elementi che hanno fatto rientrare la contestazione sindacale: il riconoscimento, da parte dell’Eni, della validità del’accordo del 2013 (riqualificazione produttiva dello stabilimento e investimenti per 700 milioni di euro) e l’impegno ad avviare subito le procedure, con gli opportuni interventi di manutenzione, per rimettere in marcia la linea 1 della raffineria.

C’è però molta cautela tra i lavoratori, chiamati dallo stesso sindacato a “vigilare che il difficile percorso verso la definitiva verifica romana di metà settembre, al Mise, confermi la volontà delle parti di restituire alla raffineria di Gela un ruolo centrale nel circuito aziendale della raffinazione”.

Le parti dovranno incontrarsi a livello territoriale, in una serie di riunioni, per definire un programma condiviso di interventi che garantisca il rilancio produttivo dello stabilimento e i livelli occupazionali, nel diretto e nell’indotto. Il primo incontro potrebbe avvenire nelle prossime ore.