crocetta_bianchi_04 “D’Alia si astenga dal dire che la finanziaria appena approvata è pietosa: è un commento irriverente, inaccettabile e assurdo. Se deve prendersela con qualcuno lo faccia con i propri deputati dell’Ars e non con il governo che aveva proposto norme come quella sulle pensioni integrative dei burocrati che sono state bocciate da chi non vuole le riforme”. Così il governatore Rosario Crocetta in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans sui contenuti della finanziaria approvata dall’Ars.

Non poteva mancare poi il riferimento al rimpasto di giunta. “Il rimpasto? È come il miracolo delle noci di Fra Galdino (personaggio dei Promessi sposi). Il tema in realtà è culturale: c’è chi vuol fare la rivoluzione come me e chi persegue la conservazione. Il Pd può fare tutte le verifiche che vuole sul lavoro della giunta, ma lo faccia con meno enfasi. Coloro che criticano infatti poi sono gli stessi che bocciano le riforme”.


Per il governatore alcune delle norme proposte dal governo nella manovra ter sono state bocciate o stralciate dal testo “per odio e vendette trasversali dei parlamentari”. Crocetta ha citato l’esempio del porto di Termini Imerese. “Sono stati negati i fondi, ma poi – ha detto in conferenza stampa – è sempre la Regione a doversene fare carico, andando incontro anche a contenziosi. Stessa cosa è avvenuta per il Coppem”.

Il clima teso a Palazzo dei Normanni e in aula, secondo Crocetta, è frutto “dell’incrocio di vendette tra parlamentari”, negando presunte tensioni istituzionali, tra governo e Ars. E a chi, nel Pd e nell’Udc, invoca “un cambio di passo del governo”, Crocetta replica: “È la politica che deve cambiare passo”.

Per Crocetta poi, la norma sui prepensionamenti e le pensioni integrative dei dipendenti della Regione, che avrebbe fatto risparmiare 40 milioni euro alle casse regionali, è saltata dalla manovra ter “perché tra i parlamentari c’è chi vuol farsi amici gli alti burocrati per mantenere lo status quo, in un disegno di conservazione. Quella legge non l’hanno voluta fare perché avremmo applicato le norme dello Stato, dunque i regionali avrebbero dovuto rinunciare ai privilegi. E l’idea di colpire i privilegi – aggiunge – spaventa il legislatore. Ma io non sono l’uomo giusto per la conservazione.