sedotta_e_abbandonataLa statua del regista Pietro Germi, ad opera dello scultore palermitano Gabriele Venanzio, è stata inaugurata ieri sera nel comune di Sciacca per festeggiare il centenario della nascita del regista che a Sciacca ha girato due capolavori del cinema italiano “Sedotta e abbandonata” e ” In nome della legge” . Una cerimonia emozionante sopratutto per i cittadini del comune agrigentino e gli abitanti del quartiere di San Michele che in massa hanno presenziato all’evento. La statua, a grandezza naturale, è stata collocata in piazza Gerardo Noceto. Un Germi seduto su una panchina in compagnia dei suoi immancabili sigari e, un braccio lungo il fianco che punta verso un brogliaccio indicando forse l’ultima creazione del regista per la città saccense.

“Stiamo assistendo ad un evento di altissimo significato culturale – ha detto il primo cittadino di Sciacca, Fabrizio Di Paola -. Siamo onorati di essere il primo comune al mondo che dedica la statua ad un regista di così ampio spessore artistico”.


La manifestazione è stata aperta della banda musicale ‘Giuseppe Verdi’ sulle note della colonna sonora del film “Sedotta e abbandonata”. La prima statua in assoluto dedicata al “grande falegname” come era solito definirlo Fellini – altro regista celebre- è stata fortemente voluta dell’associazione culturale “Pietro Germi” di Vincenzo Raso.

“La statua diventa un simbolo cine-turistico a tutti gli effetti – ha detto l’assessore al turismo, Salvatore Monte -. Le scene del film diventano promozione del nostro territorio. E l’opera dì Gabriele Venanzio giovane talento di Palermo deve essere da incentivo per coloro che vogliono vivere di arte”.

Un fil rouge univa Pietro Germi ad un altro grande artista siciliano: Vincenzo Licata, poeta saccense che conobbe il regista mentre questo si trovava a Sciacca per girare i suoi due film e, amichevolmente lo chiamava “capitano”. “Il poeta Vincenzo Licata ha conosciuto Pietro Germi – ha ricordato il presidente dell’associazione dedicata al regista, Vincenzo Raso -. Lo chiamava ‘capitano’ e a lui ha anche dedicato una poesia in dialetto, rimasta inedita”.

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