incendio-300x217Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato all’interno della Raffineria Mediterranea di Milazzo, in provincia di Messina. Le fiamme, visibili a diversi chilometri di distanza, hanno colpito un deposito che contiene un milione di litri di carburante. Non si registrano feriti, anche se si teme un disastro ambientale.

Il rogo è stato domato da tre squadre dei vigili del fuoco, intervenute assieme a quelle del servizio di sicurezza della raffineria. Secondo la centrale operativa la situazione è “sotto controllo” e non è stato predisposto alcun piano di evacuazione, anche se centinaia di famiglie che risiedono nella zona hanno preferito allontanarsi in auto per paura intasando le strade del comprensorio.


Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 0.45. Il comandante dei vigili del fuoco di Messina, Salvatore Rizzo, ha detto che a causarle è stato il cedimento del tetto di un serbatoio: “Il serbatoio ha il tetto galleggiante, il tetto si è inclinato, quindi il prodotto infiammabile è venuto a contatto con l’aria e ha preso fuoco. Si vedrà in seguito per quale causa, probabilmente per effetto meccanico, scintille… Qualcosa ha preso fuoco e quindi si è innescato l’incendio”. Rassicurazioni sono arrivate da FederPetroli Italia: “Non è presente alcun allarme rosso. Nonostante la nube, non vi sono situazioni dannose per l’ambiente e l’aria circostante”.

A coordinare le operazioni il sindaco Carmelo Pino: “Il panico è rientrato – ha spiegato -. Per quel che riguarda la questione ambientale ho chiesto all’Arpa di intervenire per accertare eventuali conseguenze collegate ai fumi che si sono sprigionati. Adesso aspettiamo che l’azienda comunichi le cause dell’incidente e i tecnici del Ctr, il comitato tecnico regionale, possano anche esprimere un giudizio per comprendere se sono scattate in tempo le misure di sicurezza”.

La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha comunque aperto un fascicolo contro ignoti e ha disposto il sequestro dell’area. La Federazione dei Verdi di Milazzo chiede che “la Procura disponga immediatamente le indagini necessarie ad accertare le cause di tale evento catastrofico accaduto all’interno della Raffineria di Milazzo e che disponga tutte le misure cautelari come per esempio il sequestro degli impianti interessati e anche quelli per effetto domino dall’evento incidentale per prevenire ogni ulteriore pregiudizio e danno per la salute e la sicurezza della popolazione residente e dell’ambiente”.

Sul’origine dell’improvviso incendio al serbatoio 513, pieno a metà di virgin nafta (semilavorati di benzina), vengono fuori alcune indiscrezioni non confermate dai dirigenti della raffineria secondo cui il serbatoio che ha preso fuoco presentava nel pomeriggio di ieri alcune anomalie. A quel punto sarebbe stata disposta la “schiumatura” del tetto ed il trasferimento del prodotto in un altro serbatoio.

Improvvisamente, però, alle 0.45 le fiamme si sono sviluppate alte. Il comandante del porto, capitano di fregata Matteo Lo Presti, ha disposto subito l’allontanamento delle petroliere ancorate nella rada di Milazzo. Per tutta la nottata le fiamme sono state sempre visibili anche in lontananza. Il sindaco ha disposto la chiusura di tutte le scuole. L’ultimo incidente grave alla Raffineria di Milazzo risale al 4 giugno 1993, quando in una esplosione all’interno dell’impianto Topping 4 morirono 7 persone.