Matteo_Renzi_perplessoGià nello scorso mese di giugno di quest’anno ebbi a nutrire seri dubbi sulle possibilità dell’attuale Premier di realizzare l’ambizioso programma di riforme e di cambiamento enunciato al momento del suo insediamento a causa dei comportamenti ostruzionistici palesati all’epoca ,in forma più o meno velata,dalle forze politiche dell’opposizione e di qualche frangia dello stesso suo partito di appartenenza che disgraziatamente tuttora continuano.
In quella occasione è stata formulata una  vera e propria enunciazione di principi che, tradotti in apposite norme operative, avrebbero potuto realmente determinare quella svolta tanto necessaria per  far uscire il Paese da una perdurante crisi che non ha altri riscontri nella storia repubblicana italiana.
Nel corso dell’estate non sono mancate certamente le occasioni per sentire dalla bocca del Premier la sua ferma determinazione di voler cambiare realmente il paese mostrando in proposito una fermezza e direi quasi caparbietà mai dimostrata dai suoi predecessori.
Adesso l’autunno appena iniziato gli riserva una serie di appuntamenti oramai non più procrastinabili al fine di  sboccare la situazione di stallo in cui per tanto tempo è stato lasciato il paese penalizzato  dalla crisi, che ovviamente non è ascrivibile solo all’Italia, ma anche per dare risposte concrete agli altri partners europei che servano a dare credibilità all’Italia senza della quale non potrà mai decollare la fase della crescita e della occupazione specie per i giovani,in atto senza futuro,il cui tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli a dir poco inaccettabili e devastanti.
Per la fattibilità di tale programma,il cui cammino per il Premier si presenta alquanto pieno di difficoltà,sarebbe auspicabile che tutte le forze politiche,deposti gli antichi rancori ,trovassero la necessaria e totale convergenza  nell’interesse questa volta seriamente del paese ponendo fine ai continui ed infruttuosi litigi nella aule parlamentari che spesso in passato  sono sfociate in inedificanti sceneggiate il cui unico risultato è stato quello di dare un’immagine poco seria dell’Italia tutta scoraggiando,peraltro,quei pochi investitori stranieri che avessero avuto la peregrina intenzione di spendere i propri capitali nel nostro Bel Paese.
Ovviamente per  fare ciò ,oltre alla convergenza politica che purtroppo è di non facile realizzazione considerato il retaggio delle brutte abitudini della nostra classe politica di prima e seconda repubblica,a mio avviso, sono oltremodo  indispensabili sia  l’ammodernamento che lo snellimento della macchina burocratica la cui farraginosa impalcatura tuttora vigente rallenta e non di poco l’attività produttiva e competitiva delle aziende specie in questo momento caratterizzato da una vasta globalizzazione che si fa di giorno in giorno sempre più pregnante e capillare.
Ed ha fatto bene il premier Renzi,cui si presenta in questo momento una strada tutta in salita, nel dare priorità anche a tale impegno che,ove non venisse tradotto in norme operative ,rallenterebbe di molto l’intero processo di riforme e di crescita auspicando che per il raggiungimento di tale fine anche il sistema bancario faccia la sua parte attraverso le necessarie opere creditizie in favore delle aziende in crisi e di quelle di nuova apertura.
Per dare ,peraltro,un segnale forte di cambiamento sarebbe opportuna,a mio modesto avviso,oltre alla riforma del Senato nei modi a tutti noti,anche quella della Camera il cui numero dovrebbe essere dimezzato sia per procurare un notevole risparmio alle casse oramai vuote dello Stato sia per fare sentire la vicinanza della politica  ai cittadini italiani stanchi di essere tartassati da un fisco esoso che va riformato al più presto.
Purtroppo bisogna amaramente constatare come  le belle intenzioni del Premier debbano fare i conti sia con gli interessi di bottega dei diversi schieramenti politici  che con la stessa BCE il cui presidente Draghi,in occasione della recente riunione a Napoli, ha raffreddato e non di poco l’esultanza di Renzi laddove senza mezzi termini ha riaffermato il principio che fintanto che il nostro debito pubblico rimane così alto è quasi vano ogni tentativo di ripresa economica almeno nell’immediato con gravissimi danni per l’intero sistema-paese.
In presenza di un quadro così drammatico c’è da sperare che Renzi sappia toccare le corde giuste per far rinsavire tutti,ciascuno per il proprio ruolo,incassando quel contributo economico e di idee senza dei quali non si va da nessuna parte.
S.Curcio