Ottenuta la scorsa settimana la deroga al patto di stabilità per sbloccare 130 milioni di euro, l’assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale ha già iniziato ad emettere i primi mandati di pagamento per un totale di 8 milioni di euro per i primi anni dell’annualità 2013-2014 dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (ex OIF).
Altri mandati sono stati emessi per un totale di 7 milioni di euro per il fondo di Garanzia, Formazione Permanente e Piano Giovani. Cifre che, spiega l’assessorato, che si aggiungono ai 354 milioni di euro già erogati sulla prima annualità dell’ex Avviso 20 (209 milioni di euro), sulla seconda annualità (105 milioni di euro) e sull’Avviso 19 (40 milioni di euro).
“Subito dopo gli incontri avuti con i lavoratori del settore il governo si è assunto l’impegno di sbloccare i pagamenti chiedendo la deroga al patto di stabilita’ – dice l’assessore Nelli Scilabra – Il Dipartimento sta già dando le prime risposte concrete iniziando ad emettere i primi mandati in una settimana per un totale di 14 milioni di euro. Stiamo lavorando per superare l’emergenza e dare immediate risposte ai lavoratori”.
Domani è previsto un incontro dell’assessore e del dirigente generale con le associazioni degli enti e le organizzazioni sindacali. Intanto, proprio oggi, il dirigente generale, tenuto conto delle numerose richieste pervenute, ha concesso una proroga dei termini di scadenza relativa alla comunicazione della lista dei lavoratori risultanti privi di incarico e iscritti all’Albo. La proroga è di 15 giorni, nuova data di scadenza 30 ottobre 2014.
Intanto altri 500 lavoratori del settore sono a rischio licenziamento immediato dopo la decisione della Regione di revocare l’accreditamento ad un altro ente. si tratta dell’Enfap che contava su un finanziamento di circa 10 milioni di euro. Con la revoca dell’accreditamento vengono avocati alla regione anche i corsi ed i fondi. in assenza di incarico l’Enfap potrebbe procedere al licenziamento collettivo facendo transitare tutti nell’albo ma senza incarico e dunque mettendo altre 500 famiglie nel calderone che non si sa se e quando sarà sistemato.
Ma l’Ente, che ha avuto notificata la revoca per effetto del coinvolgimento nell’inchiesta di Messina, non ci sta. Non esiste alcun provvedimento della magistratura nei confronti dell’ente e dei suoi vertici, solo una indagine in corso che sta verificando tutte le posizioni. L’enfap, dunque, prepara un immediato ricorso al tar considerando il provvedimento regionale immotivato.
L’ennesima battaglia che si apre come quelle già aperte con altri Enti che, nonostante interlocutori pronunciamenti favorevoli in vari gradi di giudizio, restano nel limbo in attesa di appelli, pronunce difformi della magistratura e così via.
BlogSicilia


















