crocetta4_1Il presidente della Regione, Rosario Crocetta era in missione in Qatar per promuovere le imprese della Sicilia mentre il parlamento, su sollecitazione di M5s e centrodestra, votava l’ordine del giorno che lo impegna a revocare le concessioni sulle ricerche di petrolio e gas sul territorio siciliano e lungo le coste isolane che si affacciano sul Mare Mediterraneo. Un voto che non è andato giù al governatore che, in un’intervista a La Sicilia, oggi in edicola, spiega perché è a favore delle trivelle.

“Mi chiedo, quale Paese al mondo che ha il petrolio non lo estrae? Certamente. Il petrolio che sarà estratto grazie alle nuove trivellazioni dovrà essere raffinato prioritariamente in Sicilia. Non solo, ma l’Eni stabilirà in Sicilia la sede della società che opera nel campo dell’estrazione degli idrocarburi. A regime, nelle casse della Regione entreranno da 300 a 500 milioni l’anno di euro”.


E a chi accusa Crocetta di aver svenduto la Sicilia lui risponde a tono: “E’ una coglionata con il botto. Sono stanco di questa gente che vuole solo il male della Sicilia. Sono riuscito a trasformare la zona più inquinata d’Europa nella prima area verde d’Italia. Peraltro, quello di Gela sarà un modello che, mi auguro, venga adottato in altre aree inquinate dai petrolchimici”.

“Non sono le trivellazioni che inquinano, ma le raffinazioni – continua –  A Gela, la raffineria è attaccata alla città. Negli anni sono stati adottati provvedimenti, ma adesso è il momento di cambiare. E l’energia verde è il futuro. Dobbiamo essere in grado di confrontarci con i grandi gruppi multinazionali dei quali non siamo schiavi. A Gela, abbiamo impedito all’Eni di andare via e imposto di avere una sede legale in Sicilia per le trivellazioni, altrimenti revochiamo le concessioni. In questo nodo, abbiamo creato lavoro anche per i Cantieri navali e per Milazzo”.

Dal punto di vista politica, la mozione e gli emendamenti di M5s e centrodestra, per Crocetta hanno valore molto limitato. “I grillini fanno il loro mestiere, dicendo sempre no. Il centrodestra, in Sicilia, non esiste, tant’è che i deputati di Ncd sono stati smentiti sulle trivellazioni dai loro leader: la sottosegretaria allo Sviluppo economico, Simona Vicari, che non mi pare sia di sinistra, ha sostenuto che non ci sarà alcun assalto ai nostri mari e che l’autosufficienza energetica sia strategica”