Sono stati oltre 500 i cittadini romeni che domenica scorsa si sono recati a Canicattì per esprimere il loro voto per eleggere il nuovo Presidente.
Nella città dell’uva Italia, infatti, era istituito uno dei due seggi organizzato in Sicilia dove i romeni potevano esprimere la loro preferenza. L’altro è stato organizzato a Catania. A Canicattì domenica alle urne si sono recati non solo i romeni residenti in città ma anche provenienti da molti comuni dell’hinterland e da altre province come quelle di Caltanissetta, Enna, Trapani e Palermo e per questo Canicattì diventa un punto di riferimento per le comunità romene. I voti validi al termine dello scrutinio sono stati 492, le schede nulle 8. Il 66% dei suffragi sono andati anche dalla Sicilia al candidato che poi ha vinto le elezioni al ballottaggio Klaus Joannis. Il 33% dei voti, invece, è stato appannaggio del primo ministro Ponta. La tornata elettorale si è svolta senza incidenti e senza alcun problema di sorta. Il seggio, così come si era verificato al primo turno è stato allestito nei locali messi a disposizione dall’istituto maria Burgio in piazza Cusmano nei pressi della chiesa di San Francesco.
“Un grazie- dice Costantin Codreanu e Giorgio Sim-organizzatori del seggio- va alle forze dell’ordine al commissario straordinario del Maria Burgio Giuseppe Renna, al presidente dell’Auser è un grazie particolare al console di Catania Iacob , alle autorità locali per la collaborazione che hanno dimostrato. Si tratta di un numero abbastanza cospicuo di elettori quello che si è recato alle urne domenica scorsa che ha dimostrato come le presidenziali siano sentite dai miei connazionali. Tutti auspichiamo in una Romania migliore».

















