RENATO SCHEMBRI
STAGIONI DEL SILENZIO
Romanzo
Ottolibri
In cartaceo pp. 144-
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Perché leggerlo?
1) Perché ha un intreccio introspettivo ma appassionante degno di un thriller psicologico
2) Perché parla di temi attuali, come la corruzione
3) Perché insegna che le scelte sbagliate modificano chi le compie.
Quarta di copertina:
Il giovane Francesco fa una vita di compromessi: nel suo lavoro di impiegato, in cui vede politicanti traffichini ottenere privilegi con soprusi e prepotenze; nella sua storia d’amore con Gianna, sua eterna fidanzata che lo critica perché non hanno futuro; con il suo amico d’infanzia
Massimiliano, spesso sopra le righe; con la sua Sicilia, terra che ama e che vorrebbe lasciarsi alle spalle per le sue infinite contraddizioni.
Ma la sua vita senza sussulti, da equilibrista, viene stravolta quando assiste a un regolamento di conti da parte di alcuni malavitosi, preludio di nuovi spargimenti di sangue. Questo incidente lo porta di fronte a un bivio: far finta di nulla e vivere nell’omertà, oppure trovare il coraggio di denunciare gli assassini?
Bio autore:
RENATO MARIA SCHEMBRI (1965) è uno psicoterapeuta. Ha pubblicato il romanzo Reiko e la raccolta di racconti Il parco.
Leggi la postfazione di Beatrice Monroy:
Come abitare il mondo? Nelle bugie e nei silenzi, nel girare
la testa e abbassare lo sguardo o in un mondo in cui ci
si prende la responsabilità non solo delle proprie azioni
ma anche della società civile, o incivile, nella quale siamo
immersi?
L’opera, il bel romanzo Stagioni del silenzio di Renato
Maria Schembri, andrebbe chiamata un’operetta morale,
perché vogliamo leggerlo come uno spunto di riflessione
su una condizione umana di ottusità e di negazione del vivere
civile.
Renato Schembri apre le sue pagine con una storia ben
raccontata. In incipit sembra di trovarsi di fronte all’avventura
d’un uomo non più giovane ma ancora nell’età in
cui ci si può permettere di essere un po’ Peter Pan, che
ama, non ama una donna e snocciola sentimenti, abitudini,
luoghi di azione. Poi arriva improvvisa la svolta che
sembra portarci dentro un giallo. Si chiama tra l’altro
giallo il primo capitolo, come se volesse a forza catapultarci
dentro la classica avventura da detective siciliano.
Ma qui sta l’abilità dell’autore che, utilizzando in modo
sottile e ironico i luoghi comuni d’una certa narrativa siciliana
contemporanea, ci conduce verso una strada del tutto
inattesa obbligando noi lettori a girare pagina dopo pagina.
È l’avventura d’un giovane uomo, neanche più tanto giovane,
diviso tra donne da amare, da desiderare e una vicenda
che lo attraversa per caso. Un messaggio arriva dal
mondo esterno, se l’uomo avesse occhi per vedere, orecchi
per ascoltare. Non è così, per cui quella che a noi appare
come un’occasione sulla strada del protagonista invece lo
spinge e nascondersi e a fuggire.
L’uomo rifiuta di cogliere il reale significato dell’evento
che gli piomba addosso proprio in una serata mondana
con la sua presunta fidanzata, anzi si lascia attraversare
dall’indifferenza e dalla smemoratezza.
La smemoratezza però, ci ricorda l’autore, già dalla dedica
In noi sono presenti tutti i semi del dolore:
vivendo nell’oblio non facciamo altro
che innaffiarli quotidianamente
non porta da nessuna parte.
Non aiuta ingoiare e negare le esperienze, non farne patrimonio
di conoscenza e di crescita morale e civile, non solo
non porta da nessuna parte, ma avvelena la vita. In questo
troviamo che il romanzo di Renato Schembri sia veramente
una piccola lezione, un ribaltamento alla classica omertà
siciliana, nella cui cultura troppo spesso ci è stato detto,
zitto, taci! Sennò sei un uomo morto. L’autore risponde,
non tacere, sii presente, perché è nell’omertà che la tua
vita sarà avvelenata.
È una bella lezione di moralità nuova questo breve romanzo,
un’analisi attenta e puntuale di un modo di fare «morbido
» che caratterizza troppe volte la nostra cultura isolana.
Ma c’è nell’autore qualcosa di più, c’è direi una sapienza
spirituale che permette alla storia comune di malaffare
di trasformarsi in un percorso, un cammino, una nuova
visione. Allora la vicenda, presentata come un giallo, attraversa
i confini ed entra nel mondo dell’educazione sentimentale.
Solamente alla fine il protagonista comincerà a decifrare
cosa il destino gli aveva offerto per cambiare il suo modo di
agire e ogni cosa acquisterà il giusto significato.












