guarinoSenza clamori, senza tagli di nastri, ma con assoluta semplicità, un camion ha varcato, a Canicattì, i cancelli della Fondazione Guarino Amella ove ha trasportato da Palermo una importante biblioteca ed un altrettanto importante archivio storico isolano: quelli del Movimento Federalista Europeo Siciliano.  Ad accoglierlo il Presidente della Fondazione con i propri collaboratori.
Eppure l’evento è da considerare “storico” per la vita culturale della nostra città poiché Canicattì ora può essere onorata di custodire, nelle sale della prestigiosa Fondazione, una delle più importanti collezioni di preziosi documenti, oltre mille volumi, una sessantina di tesi di laurea che riguardano il Movimento Federalista Europeo siciliano. Gli studiosi e quanti avranno motivo di approfondire l’importante materia del Federalismo Europeo sorto in Sicilia dovranno venire a Canicattì per consultarne documenti e libri.
Poco importa ricordare qui l’enorme quantità di materiale bibliografico e archivistico custodito negli ordinatissimi locali della Fondazione, va invece sottolineato come l’ente culturale canicattinese, voluto dal Dr. Giovanni Guarino Amella junior per onorare la memoria del proprio omonimo genitore, meriterebbe più adeguate attenzioni e sostegni da parte di enti pubblici che possano ad esso consentire il funzionamento e la sopravvivenza. A differenza di quasi tutte le Fondazioni ed associazioni culturali siciliane (tranne qualche rarissima eccezione), la Fondazione Guarino Amella utilizza immobili di sua esclusiva proprietà, pertanto, indisponibili,  ad essa donati nel tempo dalla famiglia del compianto Onorevole Giovanni Guarino Amella.  Avvocato, parlamentare del collegio di Girgenti per le tre legislature successive alla prima guerra mondiale, l’on. Guarino Amella fu segretario nazionale del movimento aventiniano, primo sindaco del dopoguerra nominato dagli alleati ed estensore, insieme ad altri, dello Statuto autonomistico siciliano.
Tutto il patrimonio immobiliare della fondazione costituito dalla sede di Canicattì (archivio storico, biblioteca ed emeroteca, aula conferenze, archivio delle riviste storiche e legali) e dalla sede di Sant’Angelo Muxaro che ospita il museo, si sviluppa su una superficie di oltre 300 metri quadrati,  è esente da barriere architettoniche ed è dotato di sistemi di sicurezza ed antincendio.
Essa è uno dei più importanti siti culturali privati della Sicilia, custode geloso di documenti storici, di materiale bibliografico e, nella sede di Sant’Angelo Muxaro, anche di un importante e raro patrimonio museale. Ad essi si aggiungono oltre venti importantissimi fondi librari costituiti da notissimi docenti universitari (il professore Salvia, l’ex Preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Palermo Prof. Franco Teresi, il prof. Spadaro dell’Università di Catania) da rinomati studiosi e giornalisti (Allotta, Palmeri, Lana, Fagone) persino libri dello scienziato canicattinese, mancato premio nobel per la medicina, dr. Antonino Sciascia.  Insomma, la Fondazione svolge in modo esemplare la propria funzione di custode di patrimoni culturali che, altrimenti, si sarebbero dispersi come spesso è avvenuto ed avviene. Tutto questo patrimonio è a disposizione di studiosi, di cultori, di studenti e di semplici cittadini.
Importanti convenzioni sono state nel tempo sottoscritte con l’Università degli Studi di Palermo, con il Consorzio Universitario di Agrigento di cui la Fondazione canicattinese è socio, col Comune di Sant’Angelo Muxaro.
Il Comitato Consultivo della Fondazione è costituito da notissimi docenti delle Università di Palermo e di Catania, da giornalisti e storici.
Nel Consiglio di Amministrazione sono presenti, tra gli altri, la Presidenza della Regione Siciliana, il Rettore dell’Università di Palermo, un rappresentante del Comune di Sant’Angelo Muxaro, noti professionisti.