Ieri, 05 febbraio i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Naro, unitamente al personale del N.O.E. di Palermo, su disposizione della Procura locale della Repubblica di Agrigento, hanno dato esecuzione l’esecuzione al provvedimento di sequestro dell’area comunale sita in C.da Mintinella ove è presente una discarica comunale, dismessa, di rifiuti solidi urbani ivi depositati. In particolare, i militari hanno accertato che la discarica in questione, era sprovvista di telo per la copertura, e di conseguenza vi è stato una copiosa fuoriuscita di percolato, in violazione delle norme sulla tutela dell’ambiente. Inoltre gli accertatori hanno constatato che l’ingresso della discarica era stato forzato con conseguente danneggiamento del cancello e della recinzione che delimitava l’area della discarica che attualmente continua a mantenere i rifiuti che vi erano stati depositati in passato.
Come è noto, Il percolato, inteso nell’ambito delle scienze ambientali, definisce un liquido che trae prevalentemente origine dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. In misura minore è anche prodotto dalla progressiva compattazione dei rifiuti. Il percolato prodotto dalle discariche controllate di rifiuti solidi urbani (R.S.U.) è un refluo con un tenore più o meno elevato di inquinanti organici e inorganici, derivanti dai processi biologici e fisico-chimici all’interno delle discariche. Per legge, il percolato deve essere captato ed opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti ad hoc debitamente autorizzati allo smaltimento di rifiuti liquidi.
Le indagini sono in corso da parte dei Carabinieri di Naro e dei colleghi del NOE, al fine di accertare eventuale responsabilita’ di persone in tutte le fasi della gestione della discarica.
La cattiva gestione della discarica con la relativa fuoriuscita del liquido inquinante, puo’ provocare un disastro ambientale, fonte di pericolo concreto per la pubblica incolumità con il relativo l’inquinamento/contaminazione di suolo, sottosuolo e acque di falda, in conseguenza della indebita pervasione del percolato e dalla decomposizione gassosa dei rifiuti, così da superare i limiti previsti, incidendo direttamente sull’equilibrio dell’ecosistema acquatico.
I militari dovranno accertare pure se vi è stato, da parte di qualcuno, omissione di atti d’ufficio, nella loro qualità di pubblici ufficiali, nei corrispondenti ruoli rivestiti, dopo le accertate irregolarità nella gestione e le criticità rilevate, al fine di accertare se vi sia stata omissione nell’attivare tutte le “opportune azioni” che dovevano compiersi senza ritardo al fine di scongiurare l’aggravarsi della situazione.
GABRIELE TERRANOVA












