Gallo-BerlusconiIl deputato nazionale e vice coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia ha presentato una interrogazione a risposta scritta al presidente del Consiglio e al ministro dell’Agricoltura al fine di conoscere quali orientamenti intendano esprimere a seguito delle avversità climatiche che hanno recentemente flagellato la Sicilia, tra 24,25 e 26 febbraio, e che hanno compromesso in maniera gravissima numerose piantagioni agricole e l’intera filiera legata all’attività produttiva, al raccolto e alla commercializzazione dei prodotti. Gallo invoca, anche in riferimento ai danni alle infrastrutture viarie, che sia subito decretato lo stato di emergenza e di calamità naturale. In caso contrario – sottolinea il deputato – sarà necessario sostenere le imprese agricole locali e fronteggiare la gravissima situazione economica determinata dall’ ondata di maltempo che ha interessato il territorio siciliano (in particolare quello agrigentino e palermitano), evitando ripercussioni anche sui livelli occupazionali.

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Ecco il testo integrale dell’ interrogazione

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, per sapere, premesso che:

le avversità atmosferiche di eccezionale intensità, che hanno colpito la regione Siciliana, per tutta la settimana in corso, in particolare nell’agrigentino e nel palermitano, provocando fenomeni franosi, esondazioni di corsi d’acqua con conseguenti allagamenti, danneggiamenti ad edifici pubblici e privati e alle opere di difesa idraulica, hanno seriamente compromesso le colture e le strutture delle attività produttive agricole;

secondo la Coldiretti Sicilia infatti, i danni nelle suesposte aree regionali, stimati per milioni di euro, sono stati provocati anche a causa della mancata manutenzione degli argini lungo il fiume Platani, tra Ribera e Cattolica Eraclea, che ha comportato l’esondazione e che determinerà ulteriori costi per la pulizia considerato che con l’acqua, arrivano spazzatura e detriti di tutti i tipi;

l’interrogante evidenzia che oltre alla pioggia, l’apertura della paratia della diga ha determinato danni ingenti all’agrumicoltura della zona di Ribera, la cui produzione si trova nel pieno della sua attività e che a seguito dell’allagamento, la perdita del raccolto ha causato milioni di euro di danni;

gli agricoltori della provincia di Agrigento segnalano inoltre, che una esondazione di siffatta gravità mai verificatasi nel passato, in un lasso di tempo così ristretto, ha inevitabilmente coinvolto oltre alle piantagioni anche numerose strutture aziendali quali: gli impianti di irrigazione, fabbricati, mezzi ed attrezzi, coinvolgendo anche le infrastrutture viarie, come il ponte provvisorio sul fiume Verdura (SS 115) indispensabile per tutte le attività produttive;

la stessa Coldiretti inoltre, rileva come l’intensità delle forti piogge lungo il fiume Naro che ha spazzato via tutte le colture pregiate del territori nell’agrigentino causando, danni ai terreni limitrofi al fiume Carboj tra i territori di Menfi e Sciacca e il fiume Basso Belice nei Comuni di Menfi e Castelvetrano, ha distrutto completamente le strutture dei vigneti e agrumeti mentre i seminativi e le ortive sono state tutte sommerse dall’acqua;

a tal fine prosegue l’associazione agricola, anche in considerazione delle numerose sollecitazioni provenienti dagli operatori agricoli locali della provincia di Agrigento, a seguito dei gravissimi danni provocati all’economia agricola del territorio, occorrono urgenti e indispensabili interventi di natura emergenziale, finalizzati a sostenere le imprese del medesimo comparto, che hanno subito ingenti danni alla loro attività;

a giudizio dell’interrogante l’analisi della Coldiretti Sicilia, risulta condivisibile anche con rifermento alle richieste rivolte al Governo, ed in particolare al ministro interrogato, il quale si è contraddistinto negativamente nel corso del suo mandato, per l’assenza di significative misure, in particolare per l’agricoltura del Mezzogiorno, volte a rilanciare un comparto sul quale grava un sistema di tassazione iniquo ed esorbitante sui bilanci aziendali;

quali orientamenti intendano esprimere, nell’ambito delle proprie competenze, con riferimento a quanto esposto in premessa;

se a seguito delle avversità atmosferiche avvenute nella regione Siciliana, nelle giornate del 24,25 e 26 febbraio 2015 che hanno compromesso in maniera gravissima, numerose piantagioni agricole e l’intera filiera legata all’attività produttiva connessa al raccolto e alla commercializzazione dei prodotti, nonché ai danni derivanti alle infrastrutture viarie e al territorio interessato, non ritengano urgente ed opportuno decretare lo stato di emergenza e di calamità naturale;

in caso contrario quali iniziative urgenti e necessarie intendano intraprendere per le parti di competenza, al fine di sostenere le imprese agricole locali e fronteggiare la gravissima situazione economica venutasi a determinare a seguito dell’ondata di maltempo che ha interessato il territorio siciliano (in particolare quello agrigentino e palermitano), che ha determinato ingenti danni al settore agricolo e agroalimentare, ed evitare ripercussioni anche sui livelli occupazionali.

Riccardo Gallo